«Carceri, serve subito la riforma»

20 Maggio 2018

Gli avvocati intervengono dopo i suicidi di due detenuti in un mese

L’AQUILA . Due suicidi in meno di un mese nelle strutture penitenziarie abruzzesi. «Due persone che avrebbero potuto ricevere un trattamento diverso se la politica -nazionale e locale- non fosse rimasta per troppo tempo inerte davanti al problema carcere». Ad affermarlo sono i rappresentanti di tutte le Camere penali abruzzesi, che rilevano «come l’approvazione della riforma dell’Ordinamento penitenziario e la nomina del Garante regionale dei diritti delle persone detenute non possano più essere procrastinate. La prima, frutto del lavoro svolto nel corso della scorsa legislatura dagli stati generali dell’esecuzione penale che hanno visto partecipare l’Accademia, l’Avvocatura e la Magistratura e lungi dall’essere una “svuota carceri” o una “salva ladri”- consentirebbe di porre la giurisdizione al centro del percorso esecutivo evitando che la concessione di benefici e misure alternative sia regolata esclusivamente da automatismi che per loro natura escludono qualsiasi valutazione sul cammino rieducativo compiuto dai condannati. La seconda -attesa ormai da diversi anni- aiuterebbe nel monitoraggio delle molteplici criticità che si rilevano in una regione come l’Abruzzo che vanta ben 8 strutture penitenziarie. All’alba di un Governo che già dichiara di volersi ispirare a criteri di stampo fortemente carcerocentrico, i Penalisti abruzzesi non possono rimanere silenti», conclude la nota, «ribadiscono che l’unica via che abbatta in maniera seria il rischio di recidiva, è quella di seguire un trattamento che sia sì retribuzione per i fatti commessi ma che -come vuole la Costituzione- tenda alla loro rieducazione».