Carenza di pediatri: genitori e sindaci in piazza a Pescara

8 Giugno 2021

La delegazione ricevuta da Sospiri e dall’assessore Verì: si potrà scegliere il medico anche nel territorio di Tocco 

PESCARA. I sindaci dei comuni della Val Pescara e una delegazione di genitori sono scesi in piazza Unione a Pescara, sotto gli uffici della Regione, per manifestare il loro dissenso contro la carenza dei pediatri nei 13 centri coinvolti, chiedendo alle istituzioni una soluzione al problema che va avanti da fine 2020. Una protesta trasversale quella organizzata dopo mesi di lettere e di richieste d'incontri, a cui hanno aderito diverse forze politiche, dai 5 Stelle al Pd, passando per Fratelli d'Italia e che, dopo l’incontro tra la delegazione composta da sette sindaci, Maurizio Giancola di Scafa, Guido Di Bartolomeo di Bolognano, Giovanni Placido di Turrivalignani, Franco Enrico Marinelli di Serramonacesca, Gabriele Di Pierdomenico di Abbateggio, Alessandro D'Ascanio di Roccamorice e Simone Romano D'Alfonso di Lettomanoppello con l'assessore Nicoletta Verì, ha dato i primi risultati. Con loro anche Silvia Gioffrè, coordinatrice del comitato delle mamme. Tutti insieme sono stati prima ricevuti dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, per poi incontrare l'assessore alla Sanità. Il problema riguarda la presenza di soli due pediatri, uno a Scafa e l’altro a Manoppello scalo, che hanno il compito di coprire l’intera area, che conta circa 3mila pazienti tra bimbi e ragazzi fino ai 14 anni. Unaa situazione che si è venuta a creare dopo il pensionamento degli altri due medici, mai rimpiazzati. Così, portare i figli dal pediatra è diventato sempre più difficile, anche a causa del Covid, con i genitori costretti a percorrere lunghe distanze per raggiungere i pochi ambulatori presenti. Ora però, stando all'assessore Verì, le cose dovrebbero cambiare: «Nell’immediato è stato concordato che per andare incontro alle esigenze delle famiglie dei ragazzi, alle stesse sarà data la possibilità di scegliere un pediatra operante nell’ambito territoriale contiguo», che dovrebbe essere quello di Tocco, da individuare a stretto giro. Questo consentirebbe di spalmare meglio il carico di lavoro, anche se rimane una soluzione tampone in attesa di quella definitiva. Che è già stata abbozzata, come spiega il sindaco di Scafa, Giancola: «A medio termine, lo stesso governo regionale si farà promotore di un’iniziativa a livello nazionale per individuare deroghe sull’erogazione di servizi essenziali, come quello dell’assistenza sanitaria, per i comuni montani anche al fine di contrastare lo spopolamento dei piccoli territori». L'obiettivo è quello di dividere l'area territoriale in due, in base a criteri da individuare ma che potrebbero far riferimento ai comuni montani, così da consentire l'istituzione di un ulteriore pediatra da dedicare alla zona. Ora, sindaci e genitori si dicono «vigili» e si attendono novità entro un paio di mesi al massimo.