Carenza idrica, ora c’è un Comitato

17 Giugno 2021

Scafa. Coltivatori e sindaco insieme per valutare danni e richieste di risarcimento 

SCAFA. Sarà costituito un comitato di cittadini per rappresentare i coltivatori che utilizzano le acque distribuite dal consorzio di Bonifica Centro, per dirimere la querelle sorta mesi fa, con l’Ente di bonifica, sulla carenza di acqua e sull’allarme lanciato dai proprietari terrieri che reclamano un concreto risarcimento per il mancato raccolto. È quanto deciso nella assemblea cittadina di due giorni fa a Scafa, convocata dal sindaco Maurizio Giancola, chiamato in causa dai coltivatori, e interessato anche a rappresentare i diritti dell’ente municipale per i danni alle infrastrutture comunali, che scaturiscono dalle perdite delle condotte che portano l’acqua dal serbatoio di accumulo, a monte lungo le sponde del fiume Lavino, nelle terre coltivate. «Un problema», spiega il primo cittadino, «in atto da molto tempo e ben a conoscenza dei commissari direttori dell’ente di bonifica, prima la dottoressa Luciana Di Pierdomenico, oggi il dottor Paolo Costanzi, che fino ad oggi hanno potuto utilizzare la sola somma di 250 mila euro, finanziati dalla Regione, per la sostituzione delle pompe di emungimento delle acque dal fiume Lavino, per condurle al serbatoio di accumulo dal quale poi si dipartono le condotte per di irrigazione».
Ed è questo, oggi, il punto debole: la vecchia rete irrigua è punteggiata da molteplici rotture e perdite e non riesce a soddisfare le necessità dei coltivatori che vedono bruciate le coltivazioni e che, dunque, chiedono di essere esentati dal pagamento dei tributi richiesti dall’ente e poi di essere risarciti per i danni subiti per i mancati raccolti.
Per questo fine, al Comitato è stato dato incarico di nominare un legale per essere assistiti nella loro contesa, per giungere a una valutazione equa dei danni e, soprattutto, per rafforzare la validità del loro diritto ad avere l’acqua necessaria a portare avanti le loro attività di produzione agricola, impiantante ed intraprese proprio in virtù della disponibilità di sufficiente acqua irrigua. A tutto questo si aggiungeranno le istanze di risarcimento da parte dell’ente municipale, per i danni subiti alle infrastrutture viarie, dovute alle perdite degli attraversamenti delle condotte di adduzione. (w.te.)
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