Carichieti, via ai rimborsi per gli investimenti sfumati

13 Settembre 2016

Sono quasi 700 i cittadini che hanno visto azzerati risparmi per 5 milioni Il risarcimento è dell’80 per cento. Le domande possibili fino al 3 gennaio

PESCARA. Si apre la possibilità di ottenere il rimborso per i risparmiatori abruzzesi che nei mesi scorsi hanno investito in obbligazioni subordinate e poi hanno perso tutto. C'è tempo fino al 3 gennaio 2017 per presentare la richiesta di indennizzo forfettario (pari all'80 per cento) e l'associazione dei consumatori Adiconsum di Pescara ha già compilato e inviato le prime cinque domande per conto di altrettanti utenti che si sono rivolti allo sportello regionale, in corso Vittorio Emanuele 50, chiedendo informazioni e assistenza. Per il rappresentante dell’associazione, Alberto Corraro, che da tempo si sta preparando a questa fase e ha partecipato a diverse riunioni, «sono circa 700 le persone che chiederanno un rimborso, solo per la Cassa di risparmio della provincia di Chieti, per circa 5 milioni di euro investiti», ma il numero finale di chi che punterà a un indennizzo si prevede più alto, visto che il Fondo di solidarietà è destinato anche al ristoro di chi deteneva strumenti finanziari subordinati emessi dalla Banca delle Marche spa, dalla Banca popolare dell'Etruria e del Lazio - Società cooperativa e dalla Cassa di Risparmio di Ferrara spa.

«Per i consumatori», dice Corraro, «la possibilità di riavere una parte di quei soldi, messi da parte con fatica, è una lucina che si accende dopo mesi di collera. Con il passare del tempo la rabbia ha lasciato spazio alla rassegnazione e sapere che non tutto è perduto rappresenta una buona notizia anche se nessuno è contento di rinunciare al 20 per cento». Nonostante siano passati un po’ di mesi, poi, nessuno dimentica, dice sempre Corraro, «che la proposta di investimento è partita dalla banca» nei cui confronti la fiducia era piena e da qui nasce «il risentimenti di oggi».

Corraro ha ascoltato le storie dei risparmiatori che, di punto in bianco, si sono ritrovati con il valore delle obbligazioni azzerato e ora chiedono di riavere i propri soldi. Il desiderio di rientrare in possesso del denaro investito non cambia tra chi ha perso 5000 euro e chi ha visto sfumare 35mila euro, e i cinque risparmiatori hanno parlato tutti della stessa irritazione, a prescindere dal danno subito. Per ora sono un agricoltore, un libero professionista, un disoccupato, una coppia di artigiani e un lavoratore dipendente, arrivati nella sede dell'Adiconsum dall'hinterland pescarese e dalla provincia di Chieti per compilare i moduli e avviare la pratica. «La difficoltà maggiore», spiega Corraro, «la vive chi ha perso il lavoro e ha dei figli da mantenere all'università» e in una situazione di questo genere «è fondamentale» riavere i soldi sfumati con le obbligazioni subordinate.

Il rappresentante dell’Adiconsum ha già provveduto, per i primi cinque casi, a richiedere la documentazione alla banca e ad inviare tutto al Fondo, per fare in modo che la pratica venga chiusa rapidamente, e cioè entro i 60 giorni di tempo previsti.

Lo sportello dell’Adiconsum è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiunque volesse ottenere informazioni può telefonare al numero 08527302. Le informazioni sui beneficiari del rimborso e sulla procedura sono sul sito internet dell’Adiconsum, che spiega schematicamente chi può accedere e chi no (tra le aree tematiche del sito bisogna cercare in “spese soldi”). Inoltre si può consultare direttamente il sito del Fondo interbancario di tutela dei depositi, che dà la possibilità di presentare istanza in maniera autonoma.

La strada alternativa alla richiesta di rimborso forfettario è la procedura arbitrale (se l’acquisto delle obbligazioni è avvenuto dopo il 12 giugno 2014).

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