Caritas, triplicati gli aiuti alle famiglie in difficoltà

Con la pandemia le situazioni di bisogno già note si sommano a nuove urgenze De Dominicis: «I più fragili stanno pagando il prezzo di questa emergenza»
PESCARA. L’anno della pandemia si chiude con un picco del 270 per cento delle famiglie assistite dagli empori della solidarietà della Caritas rispetto allo stesso periodo del 2019: 1.136 nuclei familiari in stato di fragilità socio-economica censiti fino ad oggi. Un dato allarmante che si aggiunge alle 1.504 persone che negli ultimi dodici mesi si sono rivolte al Centro di ascolto diocesano e ai 78.109 pasti distribuiti dalle mense, entrambi in aumento di circa il 27 per cento rispetto allo scorso anno.
Sono alcuni degli effetti collaterali del Covid che continuano a colpire vecchi e nuovi poveri, sommando i disagi già noti alle realtà associative che si occupano di assistenza sul territorio alle nuove problematiche causate dalla perdita del lavoro e da disuguaglianze sociali collegate con l’emergenza sanitaria (tra cassa integrazione, attività commerciali in crisi e precarietà diffusa). A fare il punto sulle nuove situazioni di bisogno è il direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne Corrado De Dominicis, che mette a fuoco anche le attività di solidarietà che sono state messe in campo grazie alla collaborazione tra la Chiesa locale e la Caritas diocesana a sostegno dei più fragili e che si aggiungono, in questo tempo di festa, ai progetti già attivi. Come la campagna “Natale Solidale”, con iniziative che hanno spaziato dall’organizzazione dei pranzi del 25 e 26 dicembre all’interno della cittadella dell’accoglienza “Giovanni Paolo II” alla campagna “Vino solidale”, senza dimenticare i progetti di partecipazione e collaborazione agli eventi di solidarietà di diverse associazioni del territorio. «I numeri rilevati ci parlano di una fragilità diffusa», sottolinea De Dominicis, «ma anche di una crisi di sistema. Dobbiamo ripensare stili di vita che appianino le disuguaglianze generate e che sono emerse in maniera dirompente in questa pandemia».
Tra gli altri dati rilevanti messi in luce dalla Caritas si segnalano l'aumento del 14,3 per cento degli accessi al Centro di ascolto, segno dell’aumento del disagio e delle richieste di aiuto da parte di singole persone, e l'aumento degli occupati tra gli accolti «a dimostrazione che in questa emergenza, alle note categorie sociali in condizione di povertà, se ne aggiungono di nuove, composte da persone e famiglie in forte difficoltà», aggiunge De Dominicis.
«Siamo in una fase in cui il tessuto economico e sociale appare sfiduciato», conclude il direttore della Caritas diocesana, «una condizione che rischia di portare i più fragili, come sta in parte già avvenendo, a pagare i costi di questa crisi. Questo è ciò che dobbiamo evitare impegnandoci con tutte le forze, con l'aiuto delle istituzioni nazionali e locali, ma anche e soprattutto con la solidarietà della comunità che in questi mesi non è mai mancata e che vogliamo rappresenti il messaggio di speranza per tutti, per questo Santo Natale e per il nuovo anno alle porte».

