Caro avvocato, io non festeggio

Lettera aperta all’avvocato dello Stato. Che nega i risarcimenti alle famiglie
Gentile Avvocato dello Stato, ho letto sul Centro la sua intervista e francamente quando ho letto la parola aberrante, rispetto alle nostre giuste lamentele, quando ho letto che secondo lei sarebbe “aberrante non restituire le somme”, mi sono sentita male.
Un gruppo alla gola mi ha preso e sono scoppiata in un pianto dirotto, cosa che non accadeva da molto tempo, in quanto, per carattere e per professione di avvocato, ho imparato a tenere sotto controllo le emozioni.
Di aberrante in tutta la vicenda vi sono altre cose: un funzionario dello Stato che, offende in questo modo famiglie già distrutte da una immane tragedia.
Lei sa che vi è stata una condanna per uno degli imputati in questo processo, e non era un cittadino qualunque. Era il vice di Bertolaso, capo della Protezione civile che adesso, dopo la condanna, è diventato presidente dell’Ispra... Questo potrebbe essere aberrante, ma evidentemente non lo è stato.
Abbiamo diritto, lei sa ad un’azione civile, che non abbiamo iniziato, non volendo incamminarci lungo un nuovo calvario. E lei lo sa, perché lo abbiamo scritto in risposta alle richieste. Ma questo non è stato riportato in conferenza stampa.
E’ aberrante, in una situazione di grave lutto, aver dovuto sostenere un processo lunghissimo, contraddittorio, difficile ed anche molto spesso frainteso nel suo oggetto e nei suoi intendimenti. E’ aberrante altresì un certo comportamento che l’Avvocatura dello Stato, sembra aver assunto nei nostri confronti. E che ha dato luogo, non solo alla conferenza stampa che mi ha colpito per i suoi contenuti, quanto per tutta una serie di altri comportamenti tenuti durante il corso dei processi ed anche dopo.
Io non so, se sia la stessa persona che ha parlato in conferenza stampa, quella che fece l’arringa nel processo di appello, ma so che questo funzionario dell’Avvocatura dello Stato, ha esordito nella sua difesa, dicendo che a L’Aquila sono arrivati fiumi di soldi e che altri ne sarebbero arrivati in seguito. Come a dire che non eravamo mai contenti. Tanto che ricordo che uno dei familiari delle vittime, uno in particolare, insorse. Gli altri, si guardarono tra loro. Dimenticava che nulla le vittime ed i loro familiari hanno avuto. Nulla!
Io non so nemmeno se la persona che ha parlato in conferenza stampa, per l’Avvocatura dello Stato, sia la stessa che sembrerebbe essersi resa protagonista di gravi ed inappropriati comportamenti in sede civile durante l’escussione di un teste. Ciò mi è stato riferito e se la cosa è conforme al vero, è di una gravità assoluta, perché dimostrerebbe una ingiustificata animosità dell’Avvocatura dello Stato a mezzo dei suoi funzionari, nei confronti delle famiglie delle vittime. Questa vicenda infine, caro Avvocato dello Stato, non è cosa diversa dal dolore, per tutte le cose che abbiamo dovuto subire oltre al lutto. Perché questa vicenda, il dolore lo provoca e lo acuisce, lo risveglia, lo stuzzica, lo scatena, lo fa scoppiare. Questa vicenda è dolore essa stessa!
Maria Grazia Piccinini
(mamma di Ilaria Rambaldi)

