Caro benzina, pronti a scendere in piazza

L’impennata mette ko le famiglie. Le associazioni dei consumatori in protesta anche in Abruzzo
PESCARA. All’avvio del ponte del 2 giugno – primo vero esodo turistico stagionale – il prezzo del carburante al distributori è tornato intorno alla soglia dei due euro. Anzi, la benzina “al servito” l’ha pure superata. A dirlo è il sistema Osservaprezzi del ministero dello Sviluppo economico, che mostra quindi come l’effetto del taglio delle accise operato dal Governo (e in scadenza l’8 luglio, ma si parla già di una proroga) sia già quasi del tutto esaurito.
La causa è dovuta all’impennata del prezzo del petrolio. Ma per il Codacons, che il 10 giugno scenderà in piazza in tutta Italia – e anche in Abruzzo – contro i rincari, l’aumento del prezzo è dovuto ancora una volta a forti speculazioni in occasione dei ponti turistici. Questa volta, però, in un momento già difficile a causa della grave crisi energetica acuita con la guerra in Ucraina e della conseguente crescita dell’inflazione. «La situazione è drammatica, soprattutto per autotrasportatori e pescatori», dice il referente abruzzese dell’associazione dei consumatori Vittorio Ruggieri, che chiede nuove politiche all’Italia e all’Unione Europea.
IL RIALZO DEL CARBURANTE
I prezzi di benzina e diesel sono tornati quindi a salire, con la verde che in modalità self ha superato 1,90 euro. In base ai dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del ministero dello Sviluppo economico, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è salita a 1,914 euro/litro (valore precedente 1,902). Il diesel self è arrivato a 1,831 euro/litro (da 1,821). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio è aumentato a 2,049 (da 2,037), il diesel servito a 1,973.
L’intervento del Governo sulle accise, che ha ridotto la tassazione di 30,5 centesimi al litro di carburante, è stato prorogato fino all’8 luglio prossimo. Tuttavia i prezzi hanno continuato a crescere. Per evitare una impennata vertiginosa dal 9 luglio, potrebbe quindi rendersi necessaria una ulteriore proroga della misura. A confermare che il Governo sia intenzionato a prorogare il taglio delle accise è stata la sottosegretaria al ministero dell’Economia Cecilia Guerra: «È molto probabile».
L’IMPENNATA DEL PETROLIO
La ragione principale dell’impennata dei prezzi alle stazioni di servizio sono le quotazioni del greggio in continua salita. Dopo l’ottovolante della giornata di martedì 31 maggio, aperta con un’impennata ma chiusa poi in calo, il petrolio è tornato a correre nei giorni seguenti, fino a superare i 120 dollari al barile. Anche le notizie sull’embargo deciso dall’Unione Europea nei confronti del petrolio russo e la progressiva revoca delle restrizioni anti-Covid in Cina hanno contribuito a far oscillare i prezzi.
«COLPA DELLE SPECULAZIONI»
«Non è un caso che l’aumento sia arrivato proprio con il ponte del 2 giugno: è la solita speculazione in occasione delle festività. Solo che ora questi rincari arrivano in una situazione già drammatica per la grave crisi energetica, colpendo ancora più forte autotrasportatori e pescatori, i quali sono fermi da giorni, e di conseguenza filiere e infine famiglie», dice Ruggieri del Codacons Abruzzo, che il 10 giugno scenderà in piazza insieme alle altre associazioni dei consumatori per la manifestazione di piazza contro il caro vita: nei prossimi giorni sarà comunicata la sede abruzzese della protesta. Continua: «È necessario porre un argine. In Italia si pagano 30 anni di assenza di una politica energetica, ma si deve intervenire per diminuire la dipendenza dal petrolio e dalle altre materie prime. Mentre l’Unione Europea ha tutti gli strumenti per combattere le oscillazioni speculative». (l.t.)

