Caro gasolio, lo stop della pesca prosegue

4 Giugno 2022

La marineria pescarese non torna in mare. Scordella: «Non conviene, il carburante costa troppo»

PESCARA. La marineria di Pescara non torna in mare, continua la protesta avviata il 22 maggio, quando ha interrotto l’attività per contestare il prezzo esorbitante del gasolio, arrivato a un euro e 20. Ieri, nel corso di un incontro, si è deciso di andare avanti su questa strada, almeno per i prossimi giorni, a meno che non intervengano fatti eclatanti e nonostante altre marinerie, in Italia, abbiamo deciso di ricominciare a lavorare due giorni a settimana. Anche a Pescara c’è stato qualcuno che ha proposto di interrompere lo stato di agitazione ma poi si è deciso di non farlo. «Se considero quanto costa il gasolio, non mi conviene tornare in mare. Da quando è cominciata la protesta non è ancora sceso, ma non sappiamo cosa accadrà nei prossimi giorni», dice Francesco Scordella, presidente della Associazione Armatori Pescara. «Certo, se San Benedetto torna in mare avrà dei vantaggi, e poi quando torneremo noi il prezzo del pesce scenderà. Ma è una guerra tra poveri», commenta sempre Scordella che nei giorni scorsi ha fatto di tutto per tenere unita la categoria nel paese e anche per ottenere il sostegno delle istituzioni, a livello locale e a livello ministeriale. La protesta è arrivata fino a Roma, dove le marinerie italiane hanno manifestato mercoledì e si è aperto uno spiraglio al ministero dell’Economia e delle Finanze mentre non è stato possibile incontrare il sottosegretario alle Politiche agricole Francesco Battistoni, anche se si spera che un colloquio avverrà a Civitanova nei prossimi giorni.
Intanto dal tavolo di crisi aperto con Federpesca, Alleanza delle Cooperative italiane e Coldiretti impresa pesca, che ha discusso il da farsi proprio con Battistoni, è emerso che è stato firmato il decreto che permetterà concretamente alle imprese di presentare le domande per ottenere il contributo del fondo da 20 milioni di euro ed è stato confermato l’impegno del Governo a prorogare il credito d’imposta anche al secondo trimestre. Si valuterà poi, un fermo facoltativo.
Ma gli effetti dello stop si avvertono, ad esempio nei negozi. «Vendo pesce locale per cui sono obbligato a stare chiuso, non posso vendere l'immondizia» dice Simone Panetta, titolare della Ittica Simone di Montesilvano. «Le poche cose di pesce locale che sono arrivate dalla piccola pesca avevano dei prezzi molto alti. Ma in questo momento la gente spende meno». (f.bu.)