«Caro Masci, nessuno ha interessi personali: si rassegni al confronto»

La replica del Comitato di cittadini alla lettera del sindaco al Centro: «Un’opera inutile, non abbatterà lo smog. E produrrà milioni di debiti»
PESCARA. Sulla filovia, rilanciata da una sentenza del Consiglio di Stato, è scontro tra il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) e il Comitato Strada parco Bene comune. Il sindaco in una lettera pubblicata ieri sul Centro ha accusato i residenti della zona di difendere «posizioni personali». «Masci tenta maldestramente di delegittimarci», risponde il presidente Ivano Angiolelli sottolineando che la sentenza ha riconosciuto al Comitato Strada parco Bene comune il diritto di impugnare gli atti, «il sindaco dovrà rassegnarsi a confrontarsi con i cittadini. Le provocazioni, poi, le rispediamo al mittente». Niente interessi personali, assicura Angiolelli: «Il Comitato è portatore legittimo di interessi collettivi costituzionalmente garantiti e continuerà a vigilare su tutti i passaggi mancanti del tormentato procedimento». E Angiolelli coglie l’occasione per bocciare ancora l’opera da oltre 20 milioni: è inutile, dice, non abbatterà lo smog e porterà debiti. È una polemica senza fine.
La filovia fu pensata nel 1992 ma, a distanza di 31 anni, i lavori sono ancora in corso. Secondo Masci, è anche colpa delle proteste e dei ricorsi dei cittadini: «Se cinque sindaci hanno cercato nel tempo di portare a compimento l’opera senza riuscirci, magari la filovia», afferma Angiolelli, «sconterà i difetti irreparabili di un progetto gravemente sbagliato all’origine. E non riuscirà neppure il sindaco Masci, ossessionato com’è da un impianto Trm fasullo denso di criticità tecniche ed economiche mai risolte, il quale trascura come il cantiere del filobus sia rimasto fermo al palo per otto lunghi anni a causa del fallimento del costruttore olandese Apts del Phileas, con l’infrastruttura lasciata in condizioni di colpevole abbandono all’incuria più assoluta. Anche il flop del Phileas sarà sopravvenuto per colpa dei cittadini?».
Angiolelli sfida Masci su «10 punti critici irrisolti»: dalla mancanza dei binari, che però sono citati nella sentenza decisiva, fino all’autonomia delle batterie del filobus e alla sicurezza con semafori e barriere per i pedoni. E il presidente degli attivisti fa i conti in tasca al filobus sulla base di un caso fotocopia, a Rimini: «Il treno Van Hool Exquicity18T sconta a Rimini un costo di produzione di 12 euro a chilometri. Per coprire i 750mila chilometri annui stimati da Tua spa per il primo lotto della filovia, occorrerebbero nel confronto comparativo all’incirca 9 milioni l’anno. Al contributo regionale di 3,4 milioni, sempre la stazione appaltante stima un ricavo di un euro/km, corrispondente a 750mila euro dai titoli di viaggio venduti a un’utenza di circa 350mila passeggeri l’anno. Chi coprirebbe il margine scoperto di 4,85 milioni l’anno? È evidente, poi, come il dato effettivo dei passeggeri paganti sia ben distante dai “500mila pendolari al giorno” vantati ad arte dal disinvolto direttore Tua, Maximilian Di Pasquale».
Per Masci, la filovia dovrebbe diminuire il traffico delle 42mila auto in entrata ogni giorno da Montesilvano con una riduzione dell’inquinamento in città. Angiolelli non la pensa così: «Come si pensa di catturare dalla strada una sola auto privata in assenza dell’indispensabile parcheggio scambiatore a Montesilvano? E come potrà migliorare la qualità dell’aria un jumbo-filobus, sovradimensionato nella struttura, ridondante per le corsie ridotte e malconce della strada parco?».
Angiolelli, poi, mette in discussione il piano della Tua che prevede, a ottobre, i primi test del filobus e, verso fine anno, la partenza dei collegamenti: «Manca il riferimento ai tempi lunghi richiesti dai collaudi Ansfisa. Che a Rimini sono durati 6 mesi, diventati 9 ad Avellino, mentre a Bologna hanno comportato nel 2011 la bocciatura del sistema Civis a guida ottica Matra-Siemens. La medesima qualità vantata ad arte a Pescara onde ingannare un Consiglio di Stato poco avvezzo ai “tecnicismi”. Per la filovia di Pescara, vista l’urgenza miracolistica, i collaudi saranno esentati?».

