Caro mense, riparte la protesta Le mamme: «Basta pasti a scuola»

29 Ottobre 2023

La decisione dell’assessore Santilli di rimodulare gli aumenti delle tariffe non blocca le contestazioni I genitori sono di nuovo sul piede di guerra e minacciano di non usufruire più dell’attività di refezione

PESCARA. Si riaccende la protesta per il caro mense scolastiche del Comune. La decisione dell’assessore all’istruzione Gianni Santilli di rimodulare gli aumenti delle tariffe per i pasti, inserendo nuove fasce di reddito Isee con ulteriori sconti, non ha placato gli animi dei genitori, che ora minacciano di non mandare dal prossimo gennaio, cioè da quando entreranno in vigore i nuovi prezzi, i propri figli a mensa.
L’assessore era convinto di aver trovato una soluzione soddisfacente per i 3.500 bambini, che solitamente frequentano la refezione scolastica e per le loro famiglie, ponendo così fine alle dure proteste delle mamme scoppiate a settembre scorso, quando l’amministrazione comunale ha comunicato di voler applicare gli aumenti per i pasti dal 2024 con tariffe raddoppiate. «Abbiamo trovato un po’ di soldi in bilancio che ci hanno permesso di applicare ulteriori sconti per alcune fasce di reddito», ha commentato ieri l’assessore.
Invece, la situazione non sembra affatto cambiata. Ieri le mamme sono tornate a farsi sentire e domani parteciperanno alla seduta della commissione Controllo e garanzia, convocata dal presidente e capogruppo Pd Piero Giampietro per parlare proprio della questione delle nuove tariffe delle mense scolastiche. Alla riunione è stato invitato anche Santilli, ma ha già detto che non potrà partecipare perché nelle stesse ore incontrerà la Federconsumatori.
«Siamo profondamente delusi da questo intervento per rimodulare le tariffe», ha affermato Roberta Aquilani portavoce delle mamme che usufruiscono del servizio mensa del Comune per i propri figli, «speravamo che la commissione, riunita l’ultima volta a settembre, avesse fatto comprendere ai nostri amministratori che l’aumento delle tariffe ha un impatto importantissimo sulle famiglie. Le misure che sono state prese sono insufficienti».
Dello stesso avviso il presidente della commissione e capogruppo Pd. «Con il centrodestra», ha commentato Giampietro, «le mense delle scuole pescaresi diventano per la prima volta le più care d’Italia, più care di molte scuole private e, forse, l’obiettivo era proprio questo. La scelta della giunta Masci di insistere sugli aumenti, al netto di pochi interventi di mitigazione ottenuti solo per la mobilitazione del centrosinistra e dei genitori, è anche una provocazione nei confronti delle associazioni dei consumatori: la delibera con le nuove tariffe rimodulate è stata approvata in fretta poche ore dopo che le più grandi associazioni dei consumatori avevano chiesto un incontro. Incontro che ci sarà solo a delibera approvata». «Poi l’annuncio di Santilli», ha aggiunto, «di disertare la commissione dimostra che ormai il centrodestra è terrorizzato dalle elezioni, che si avvicinano sempre di più e inizia a sfuggire al confronto».