Carta etica contro i politici corrotti

Mozione di Pettinari (M5S) in Regione: «Chi è sotto giudizio, deve sospendersi»
PESCARA. Tempi duri per i politici che finiscono sotto inchiesta o vengono condannati. Il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S) ha presentato una mozione che prevede una mini rivoluzione.
In pratica, impegna il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il presidente della giunta regionale Marco Marsilio «ad attivarsi tempestivamente affinché nella Regione venga istituita una carta etica regionale che impegni gli eletti o nominati a cariche pubbliche regionali al perseguimento di una sempre maggiore trasparenza, correttezza, legalità ed eticità nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali».
La mozione prevede anche l’impegno degli «eletti o nominati a cariche pubbliche regionali, ad autosospendersi dalla carica pubblica, nel caso in cui siano stati raggiunti da provvedimento giudiziario, quale decreto che dispone il giudizio, misura cautelare personale, sentenza di condanna, per reati di mafia, di criminalità organizzata o delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione».
L’obiettivo di Pettinari è chiaro: colpire «gli innumerevoli episodi di cattiva amministrazione commessi dai politici, nell’esercizio delle proprie funzioni che ha, di fatto, aumentato la sfiducia dei cittadini nella classe politica».
«La corruzione», si legge nel provvedimento, «è un serio ostacolo alla crescita economica in quanto, dirottando le risorse dagli obiettivi economicamente produttivi, essa mina l’efficienza della spesa pubblica.Quando le risorse pubbliche sono limitate, la corruzione compromette anche la sostenibilità dei bilanci pubblici e riduce i fondi pubblici per gli investimenti e compromette inoltre la sostenibilità dei bilanci pubblici e riduce i fondi pubblici per gli investimenti. Nel corso del tempo, la corruzione contribuisce ad alimentare le disuguaglianze sociali, erodendo la fiducia nello Stato, nelle istituzioni e nei governi».

