Cartelle pazze, il Comune salda il debito con l’Agenzia Entrate
È un caso di cartelle pazze tra enti pubblici quello che arriva in consiglio comunale questa mattina, a partire dalle ore 8.30. Tutto comincia il 15 giugno dell’anno scorso quando l’Agenzia delle...
È un caso di cartelle pazze tra enti pubblici quello che arriva in consiglio comunale questa mattina, a partire dalle ore 8.30. Tutto comincia il 15 giugno dell’anno scorso quando l’Agenzia delle Entrate «intima» al Comune di Pescara «il pagamento di varie cartelle esattoriali per un totale di 461.805,84 euro». Ma l’amministrazione Masci decide di non pagare e di fare prima una «verifica delle ragioni dei crediti evidenziati dall’Agenzia delle Entrate». E dai controlli del Comune emerge che devono essere saldate «soltanto alcune delle cartelle esattoriali per un importo complessivo pari a 128.462,13 euro». La differenza è di 333.343,71 euro: un’enormità. Ma il Comune tira fuori dal cilindro anche l’adesione all’istituto della definizione agevolata e l’importo si riduce ancora fino a 102.947,68 euro «con un risparmio per l’ente civico di altri 25.514,45 euro». È un taglio netto rispetto alle «pretese creditorie» che l’Agenzia delle Entrate accetta senza battere ciglio. Oggi il consiglio comunale è chiamato a votare il riconoscimento del debito fuori bilancio da 102mila euro. Tra gli altri punti all’ordine del giorno, oltre a mozioni e interrogazioni, il regolamento sui parklet e l’approvazione del Dup 2024-2026. In discussione anche la presa d’atto del pronunciamento, della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’Abruzzo, sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale e l’autorizzazione alla localizzazione di una nuova cabina di trasformazione. (p.l.)

