Casa abusiva, Angelini tra i proprietari

20 Maggio 2015

San Giovanni Teatino, pugno duro del Comune che ordina la demolizione entro 90 giorni di un casolare ristrutturato

SAN GIOVANNI TEATINO. Pugno duro del Comune di San Giovanni Teatino contro gli abusi edilizi. Scatta l’ordine di demolizione per la casa colonica di via Benevento finita sotto sequestro un mese fa per lavori di consolidamento e restyling realizzati dentro e fuori il fabbricato senza autorizzazione.

Nel provvedimento, che dispone di buttar giù entro 90 giorni le opere abusive, pubblicato ieri all’albo pretorio del Comune, tra i proprietari del casolare compare anche una società, la Seac Srl, con sede a Pescara, che fa capo a Vincenzo Maria Angelini, ex re della sanità privata abruzzese, grande accusatore dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, che nel 2008 finì in carcere nell’ambito dell’inchiesta Sanitopoli.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza firmata dal dirigente comunale all’urbanistica Carlo Di Gregorio, la Seac, di cui l’ex patron di Villa Pini è amministratore unico, è proprietaria di una delle quattro particelle catastali che compongono il fabbricato. Con Angelini, risultano comproprietari dell’immobile Stefano Alimonti, di Gardiagrele; Antonio Faris, di San Giovanni Teatino; Giorgio e Rosalba Faris, Sandro Angelozzi, Alessandra Berghella, tutti residenti a Pescara. Destinatario dell’ingiunzione anche Luigi Alimonti, di Guardiagrele, titolare della ditta Arredo Casa, in qualità di esecutore delle opere finite nel mirino della polizia municipale e dall’ufficio tecnico.

I sopralluoghi che hanno portato alla scoperta dell’abuso edilizio sono stati eseguiti dai vigili urbani dopo aver ricevuto segnalazioni su lavori in corso nel vecchio casolare, nella campagna di Sambuceto, in prossimità della via Benevento. Una volta sul posto, gli agenti della polizia locale, diretta dal capitano Lorenzo Di Pompo, hanno disposto la chiusura del cantiere e messo i sigilli all’edificio procedendo al sequestro preventivo d’urgenza.

Nella casa colonica si stavano eseguendo interventi di ristrutturazione, sia all’interno che all’esterno, senza che i proprietari avessero presentato alcuna alcuna richiesta o documentazione in municipio. Diversi i lavori irregolari contestati, come la realizzazione di un riempimento con terra che ha modificato lo stato originario e l’altezza dell’area del piazzale davanti alla casa, oltre alle opere di contenimento del cortile con il posizionamento di blocchi composti da pietre dentro una gabbia di rete d’acciaio, sistema anti-frana di solito utilizzato sulle pendici delle colline, anche lungo le strade. La parte più vecchia del fabbricato era stata demolita. Dentro il casolare, nella porzione di edificio rimasta in piedi, erano stati rifatti, senza progetto, il solaio tra piano terra e primo piano e il solaio sottotetto di copertura. Titolare delle indagini sull’abuso edilizio, il sostituto procuratore di Chieti, Giuseppe Falasca.

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