Casa, ampliato il decreto che salva gli abusi edilizi

Dalla sanatoria per appartamenti e condomini ai cambi di destinazione d’uso Si allargano le maglie anche per le vetrate rimovibili e per le tende da sole
L'AQUILA. Si allargano le maglie del decreto salva-casa. Il testo, che dev’essere convertito in legge entro il 28 luglio, prevede che «qualora ci siano abusi edilizi nel condominio si potrà, comunque, procedere con lavori di riqualificazione in un singolo appartamento. Anche nel caso in cui l’abuso edilizio sia all’interno di un singolo appartamento si potranno effettuare i lavori nelle parti comuni». Ecco, in sintesi, in cosa consistono le principali novità contenute nell'emendamento approvato dalla Commissione Ambiente della Camera e come cambia il testo del decreto.
Il testo approderà domani, nell'aula di Montecitorio. Il decreto, in vigore da maggio e ancora da convertire, include «disposizioni urgenti e puntuali» per «salvare le nostre case da una normativa rigida e frammentata, fatta di procedure amministrative incerte che ostacolano la commercialibità dei beni e precludono l'accesso a mutui, sovvenzioni e contributi».
In particolare, la proposta di modifica al decreto salva-casa presentato in commissione recita quanto segue: «Ai fini della dimostrazione dello stato legittimo delle singole unità immobiliari non rilevano le difformità insistenti sulle parti comuni dell'edificio, di cui all'articolo 1117 del codice civile. Ai fini della dimostrazione dello stato legittimo dell'edificio non rilevano le difformità insistenti sulle singole unità immobiliari dello stesso». Un’altra novità riguarda i tempi per rimuovere gli abusi edilizi, fissati finora entro tre mesi dall'eventuale ingiunzione del Comune: il termine viene, invece, portato a 8 mesi. L’emendamento approvato infatti dispone che «il termine può essere prorogato con atto motivato del Comune fino ad un massimo di duecento quaranta giorni nei casi di serie e comprovate esigenze di salute dei soggetti residenti nell'immobile all'epoca di adozione dell'ordinanza o di assoluto bisogno o di gravi situazioni di disagio socio-economico, che rendano inesigibile il rispetto di tale scadenza».
Ci sono, poi, anche altre correzioni al testo: per quanto riguarda le vetrate panoramiche rimovibili, queste non potranno essere utilizzate per chiudere porticati che insistono su uno spazio pubblico, rientrando comunque in regime libero. La modifica sui porticati parla «di logge rientranti all'interno dell'edificio o di porticati, a eccezione dei porticati gravati, in tutto o in parte, da diritti di uso pubblico o collocati nei fronti esterni dell'edificio». Quanto alle tende da sole, viene chiarito che «non hanno bisogno di autorizzazioni anche le pergole bioclimatiche, cioè quelle strutture costituite da lamelle orientabili in base ai diversi agenti atmosferici, come pioggia o sole».
Nella versione originaria del testo era previsto un intervento per facilitare i passaggi e le procedure per i cambi di destinazione d'uso degli immobili. Sul decreto salva-casa è intervenuto, nei giorni scorsi, il Governo spiegano che «verrà data alle Regioni la regia per i cambi di destinazione d'uso, ovviamente da concordare con i Comuni che potranno scegliere, zona per zona, cosa concedere». Il decreto salva-casa ha introdotto anche una serie di semplificazioni per facilitare la dimostrazione dello stato legittimo di un immobile o parte di esso. Con l’emendamento approvato dalla Commissione Ambiente, viene precisato che «ai fini della dimostrazione dello stato legittimo delle singole unità immobiliari non rilevano le difformità insistenti sulle parti comuni dell'edificio, né quelle sulle singole unità immobiliari dello stesso».
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