Casa di riposo, martedì vertice in Prefettura

27 Gennaio 2019

Città Sant’Angelo. Struttura a rischio: su richiesta dei sindacati, incontro sul futuro di ospiti e lavoratori

CITTÀ SANT’ANGELO. Potrebbe essere una giornata decisiva, quella di martedì, per i familiari dei 62 ospiti e per i dipendenti della casa di riposo Fraternità Magistrale di Città Sant’Angelo che fra meno di un mese potrebbe chiudere i battenti. È previsto per la mattinata, infatti, un tavolo tecnico in Prefettura per fare il punto sulla struttura, di proprietà di una Fondazione presieduta dal vescovo di Pescara Tommaso Valentinetti, che rischia di chiudere a causa di una pesante morosità della precedente gestione e di una serie di criticità che la rendono non sicura per gli anziani ospiti, la maggior parte dei quali non autosufficienti.
A sollecitare l’incontro urgente davanti al prefetto di Pescara sono state, in particolare, le sigle sindacali Cgil Fp e Uilp preoccupate per il futuro dei 30 lavoratori della struttura che, non solo a breve potrebbero rimanere senza lavoro, ma che a detta dei sindacati ancora non hanno percepito lo stipendio di dicembre e la tredicesima.
La preoccupazione è forte anche e soprattutto per i familiari dei 62 ospiti della casa di riposo, molti dei quali allettati e residenti nella struttura da tanti anni, che ora non sanno dove portare i propri cari dal momento che non è semplice trovare nuove sistemazioni di questo genere sul territorio. La speranza di dipendenti, ospiti e familiari è che si possa trovare una soluzione che, da un lato, preveda la riqualificazione dell’edificio e la sua messa in sicurezza, dall’altro però consenta agli anziani e ai disabili di non dover abbandonare la residenza.
In più occasioni le famiglie si sono rivolte anche a monsignor Valentinetti, appellandosi alla sua comprensione e al concetto di carità cristiana, senza tuttavia ottenere il risultato sperato. D’altro canto il vescovo, ragionevolmente, non se la sente di assumersi la responsabilità di lasciare 62 anziani in una struttura che potrebbe rappresentare un grande pericolo in caso di calamità naturali.
Spera in una mediazione anche l’attuale gestore della struttura, Dino Di Stefano, subentrato a dicembre 2018 ai precedenti soci della Ares srls che hanno accumulato un debito con la Fondazione di circa 170mila euro, nonostante le costose rette siano sempre state onorate dagli anziani ospiti residenti nella casa di riposo angolana.
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