Casa per studenti È scontro in Comune «Parola ai cittadini»

Giampietro (Pd): serve un consiglio comunale straordinario Alessandrini (M5S): il centrodestra subisce le proposte altrui
PESCARA. Il progetto di realizzazione da parte di privati di uno studentato, a pochi passi dall'Università, solleva perplessità nella minoranza in Consiglio comunale. Il capogruppo del Pd, Piero Giampietro, annuncia che il centrosinistra «porterà il dibattito in consiglio comunale. E non solo. Siamo pronti a chiedere anche una seduta straordinaria del Consiglio e stiamo lavorando a una iniziativa pubblica con docenti, studenti, urbanisti perché non possiamo assolutamente rinunciare a dare ai pescaresi il diritto di esprimersi sul futuro della città».
La presa di posizione arriva nel momento in cui è stato svelato il contenuto del progetto per la costruzione di uno studentato, con un superstore della Conad vicino, oltre a parcheggi, verde e una nuova strada, da parte del gruppo Di Carlo e dalla Mic dei fratelli Gravina. L'iter autorizzativo è ancora in corso, da parte del Comune, che ha accolto favorevolmente il progetto così come l'Università. E proprio sul ruolo di Palazzo di città riflette il centrosinistra e anche il Movimento 5 stelle. «Sei mesi fa», ricorda Giampietro, «il centrodestra che governa Comune e Provincia marciava compatto verso il trasferimento dell'Università sul lungomare, nell'area ex Cofa, mentre noi ci siamo battuti da subito contro questa scelta. In soli sei mesi, la giunta Masci ha cambiato idea così radicalmente e velocemente che ci chiediamo quando arriverà una nuova sorpresa. La cosa più grave è che il centrodestra sta trasformando il Comune di Pescara da luogo delle decisioni a mero esecutore delle volontà espresse da altri, rinunciando alla pianificazione proprio mentre in tutto il mondo si rafforzano gli strumenti di partecipazione dei cittadini. Non è accettabile che il Comune si accontenti di un ruolo da spettatore», dice sempre Giampietro ricordando che «negli ultimi anni della precedente consiliatura il centrosinistra, anche con il contributo delle forze al tempo all'opposizione, ha elaborato una vera pianificazione dello sviluppo del quartiere universitario, approvato dal consiglio comunale attraverso il masterplan del “Polo della cultura e della conoscenza” voluto dall’assessore Stefano Civitarese» che puntava a «trasformare il quartiere di viale Pindaro in un campus diffuso mentre il progetto che sta andando avanti per l’area Di Bartolomeo non è un campus, ma solo uno studentato privato con annesso supermercato, e il rapporto con l’ateneo è tutto da comprendere». E' critica anche Erika Alessandrini del Movimento 5 stelle, che registra la presenza di «idee e proposte da parte dell'Università e del privato», ma di contro, fa notare, «manca un'idea del centrodestra, che subisce le proposte di altri, non mette niente di proprio, si appiattisce rispetto alle iniziative del privato». E non è un atteggiamento nuovo, visto che già l'anno scorso «il sindaco era pronto a mettere un'area pregiata nelle mani dell'università». Impossibile non notare, per la rappresentante dei pentastellati, «l'assenza di una pianificazione globale dell'area e la mancata attivazione di processi di partecipazione nel segno della trasparenza». In attesa di conoscere nel dettaglio il progetto, Alessandrini ricorda che la loro idea di campus era ben diversa e fa notare che la «natura dovrebbe essere pubblica», mentre l'intervento proposto dal privato al Comune «è una operazione imprenditoriale, commerciale» e comunque «non è un processo che nasce da una volontà pubblica. Cioè il Comune approva, fa da passacarte, è all'angolo».

