Casa popolare senz’acqua, appello all’Ater

1 Luglio 2022

Il debito con l’Aca e le famiglie a secco, l’avvocato dei residenti di via Rimini: «Ora l’ente intervenga»

MONTESILVANO. Seconda giornata con i rubinetti a secco per le 12 famiglie della palazzina popolare al civico 10 di via Rimini. Dopo l’appello lanciato ieri da un gruppo di residenti che, dopo essersi ritrovati con il distacco dell’acqua da parte dell’Aca per via di una morosità di 17mila euro, hanno chiesto l’intervento delle istituzioni per far fronte alla carenza idrica, a tornare all’attacco è oggi l’avvocato Vittoria Luciani secondo la quale «è necessario un pronto intervento dell’Ater che non può e non deve rimanere a guardare». Il legale nel 2020 ha ricevuto l’incarico di gestire la controversia con l’Aca e, successivamente, nei confronti dell’Ater al quale, come riferisce, da tempo è stato chiesto di tornare a occuparsi dello stabile che da solo non riesce a governarsi. Contrariamente a quanto accade in molte palazzine popolari, infatti, l’edificio al civico 10 di via Rimini, pur essendo di proprietà dell’Ater, è autogestito dagli stessi assegnatari che avrebbero dovuto occuparsi autonomamente delle spese. «Ma di fatto», prosegue Luciani, «proprio questa situazione ha ingenerato nel tempo forti tensioni, debiti e inadempienze soprattutto nei confronti del gestore del servizio idrico. L’Ater era quindi perfettamente a conoscenza della situazione debitoria del condominio, tanto è vero che era intervenuta facendosi carico di un debito contratto con la società ascensoristica, addebitando il dovuto pro quota ai singoli assegnatari, e lo stesso avrebbe dovuto fare con l’Aca».
Come evidenziato ieri anche dai residenti della palazzina, la situazione si sarebbe potuta risolvere anche con l’istallazione di contatori singoli «ma per farlo l’Ater avrebbe dovuto eseguire delle opere preparatorie che ritiene di non poter fare stante la sussistenza del debito», prosegue l’avvocato. E intanto da due giorni le famiglie sono costrette a fronteggiare l’afa senz’acqua. Tra loro anche tre disabili gravi, di cui un bambino molto piccolo, motivo per cui ad aggiungersi al coro di chi chiede un rapido intervento è stato anche il presidente dell'associazione Carrozzine determinate Claudio Ferrante che ha sollecitato l'intervento delle istituzioni, indipendentemente dalle responsabilità dei condomini morosi, per evitare di complicare quadri clinici già particolarmente delicati. (a.l.)