Case a secco e acqua alla Puglia, disagi e affari al vaglio in Regione

12 Settembre 2024

Oggi seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Agricoltura: anche l’Aca in audizione Si votano due risoluzioni mirate a bloccare il progetto dell’Acquedotto Pugliese nella zona di Bussi

PESCARA. Oggi, a palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, la politica discute di acqua. Mentre i disagi non finiscono e continuano i distacchi con le case ancora a secco, la politica è chiamata a prendere posizione su due fronti: il primo è l’emergenza idrica tra siccità, portata delle sorgenti in continuo calo e dispersione al 60% per colpa delle condizioni delle condotte; il secondo è il piano dell’Acquedotto Pugliese interessato a prelevare acqua dalle sorgenti Basso Tirino, a Bussi, per portarla fino in Puglia attraverso una conduttura lunga centinaia di chilometri. Questi i temi al centro di una seduta «straordinaria e congiunta», in programma dalle ore 11, delle commissioni regionali Ambiente e Agricoltura, guidate dai consiglieri Emiliano Di Matteo di Forza Italia e Nicola Campitelli di Fratelli d’Italia.
Nella prima parte della seduta si affronta il tema dell’acqua che non arriva nelle case degli abruzzesi: «Riteniamo sia assolutamente necessario», dicono Di Matteo e Campitelli, «convocare una seduta specifica e dedicata sull’emergenza idrica soprattutto in considerazione delle enormi risorse economiche che la Regione, nella passata legislatura, ha assegnato alle sei società che gestiscono il servizio che devono impegnarsi a presentare progetti utili al miglioramento e potenziamento delle infrastrutture idriche primarie». Per questo, dicono ancora i consiglieri regionali di maggioranza, «affinché il consiglio regionale e gli abruzzesi possano avere un quadro dettagliato ed analitico sulla questione, abbiamo convocato i rappresentanti delle società (Gsa, Aca, Saca, Ruzzo, Sasi e Cam)». In audizione anche l’assessore regionale Emanuele Imprudente, il direttore del dipartimento Territorio-Ambiente Pierpaolo Pescara, il presidente Ersi Nunzio Merolli e il presidente del Forum H2O, Augusto De Sanctis.
Nella seconda parte, sotto esame due risoluzioni, una di Di Matteo e Campitelli e l’altra firmata da Antonio Blasioli del Pd: le risoluzioni hanno lo stesso obiettivo e cioè «tutelare» le sorgenti del Basso Tirino. L’Acquedotto Pugliese ha in mano uno studio commissionato al Politecnico di Bari e all’università d’Annunzio di Chieti Pescara, pagato 100mila euro, che rivela: «Le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile» con «capacità di captazione stimata di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo. Nei giorni scorsi, poi, l’Acquedotto Pugliese ha presentato due richieste via mail, la prima all’Aca e la seconda alla Regione, per ottenere il permesso di analizzare l’acqua della sorgente. Con le dichiarazioni, la politica si è schierata per il no. Le risoluzioni mirano a trasformare gli impegni in atti ufficiali: «La riduzione della portata del fiume Tirino metterebbe a serio rischio il rifornimento di acqua per il territorio, le concessioni di derivazione idroelettrica e la sopravvivenza delle realtà industriali che garantiscono occupazione a buona parte della comunità», recita il documento di Blasioli che chiede al presidente Marco Marsilio di «opporsi a qualsiasi ipotesi di captazione dell’acqua della falda del Tirino verso l’acquedotto pugliese; adottare tutte le misure necessarie per tutelare la falda del Tirino, garantendo che qualsiasi decisione futura sia concordata con le comunità locali».