Case e hotel abbandonati: in città ripartono i lavori

Ruspe all’opera per demolire gli ex alberghi Vega e La Fenice e realizzare palazzi Riaperto il cantiere del residence Le Vele. Russo: «L’edilizia ora investe sul bello»
FRANCAVILLA. La demolizione dell'ex hotel Vega su viale Alcione, a Francavilla, rappresenta solo l'ultimo passaggio di quel percorso di riconversione delle strutture ricettive cittadine, lasciate per anni in abbandono e che adesso si apprestano a diventare palazzine residenziali. Questo grazie a un percorso, avviato già dalla precedente amministrazione e portato avanti dal sindaco Luisa Russo, che consente agli imprenditori di usufruire di uno sconto compreso tra il 50 e il 60 per cento della tassa di riconversione, originariamente fissata a 670 euro al metro quadrato. E così, sfruttando questa finestra, al posto dell'hotel Vega arriveranno nuovi appartamenti da vendere ai privati.
In questi giorni si sta ultimando la demolizione della struttura, diventata nel tempo simbolo di degrado e incuria. Per almeno 15 anni è rimasta inerme, a ridosso della pista ciclopedonale, utilizzata come rifugio da tossicodipendenti o senzatetto che vi hanno dormito all'interno.
Come ricordato dall'ex sindaco Antonio Luciani «è stata teatro di almeno tre incendi, prontamente domati dai vigili del fuoco». Adesso, una volta finite le operazioni, al suo posto è pronto a sorgere un complesso residenziale, in grado di dare un'immagine diversa a tutta la zona. Come detto, il caso dell'hotel Vega è solo l'ultimo in ordine temporale: l'altro, eclatante, è quello che riguarda l'ecomostro al confine con Pescara, conosciuto anche come residence Le Vele, che dopo anni di sequestri e dissequestri, lavori iniziati e poi sospesi, recentemente ha visto la ripresa delle attività. L'auspicio è che questa possa essere la volta buona per portare a compimento l'opera.
Durante la scorsa primavera, percorso analogo era stato intrapreso sull'hotel La Fenice su viale Nettuno: una struttura in disuso da anni e che adesso sta vedendo sorgere una nuova palazzina con appartamenti di prestigio, proprio come acceduto per l’ex hotel Lido.
Il tutto, sempre grazie alle agevolazioni per la riconversione edilizia, con cui il Comune vuole continuare l'opera di riqualificazione di tutte quelle strutture ricettive in stato di abbandono. Tra queste vale la pena di segnalare anche l'ex hotel Royal su viale Kennedy, al posto del quale è già visibile lo scheletro della nuova palazzina.
Nel frattempo, ulteriori investimenti si registrano anche nella parte sud della città: su tutti, quello di un imprenditore svizzero che ha rilevato l'ex Iri school college per realizzarci una residenza turistica, progetto utile anche al rilancio della zona compresa tra via dei Frentani e via dei Marrucini, al Foro. «C'è un'edilizia che si muove e che sta investendo anche sul bello», dice il sindaco Russo. «L'interesse degli imprenditori testimonia l'attrattività del nostro territorio. Il turismo, va detto che è cambiato negli ultimi 15 anni: è cresciuto molto nonostante non abbiamo una grande rete alberghiera. Ma chi viene qui spesso cerca strutture più piccole per pochi giorni. Ciò emerge dalla grande richiesta che ricevono i 31 bed&breakfast presenti in città».

