Case liberate e rioccupate subito M5S: gli sfratti devono continuare

6 Settembre 2020

I residenti delle periferie disagiate di Pescara e Montesilvano chiedono l’intervento del Comune  Pettinari: «Subito telecamere nelle zone più a rischio, abbattere il ferro di cavallo non serve»

PESCARA. Le occupazioni abusive non si fermano. L'ultima è avvenuta nei giorni scorsi, al “ferro di cavallo” di via Tavo. Un alloggio popolare è stato liberato, ma nel giro di poche ore gli irregolari sono tornati a vivere in quella stessa casa, come se nulla fosse successo.
Questo vuol dire che «gli sfratti proseguono eccome, nonostante l'emergenza coronavirus, e non sono stati affatto bloccati dal Governo nei confronti di chi sfonda porte e finestre per introdursi senza titolo nelle case popolari. E questo vuol dire anche che lo sfratto per liberare quella casa è stato “farlocco”, insomma inutile, perché è stata occupata di nuovo e i cittadini della zona ne sono testimoni oculari».
A parlare è Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale e rappresentante del Movimento 5 Stelle che ieri ha voluto rispondere agli attacchi politici subiti di recente e ha portato in strada, come ha sempre fatto, i cittadini delle periferie di Pescara e Montesilvano che vivono il disagio e il degrado delle zone popolari e cioè via Rigopiano, Fontanelle, Rancitelli, San Donato, Zanni, Borgo marino e anche via Rimini di Montesilvano. Al suo fianco ci sono anche due residenti di via Tavo, una donna e un uomo, che hanno pagato in prima persona i soprusi dei malviventi, subendo - come intimidazione - il danneggiamento delle rispettive auto.
È tornato a chiedere, Pettinari, che «le case occupate abusivamente in violazione della legge penale vengano liberate attraverso gli sfratti» e ha chiarito che, nonostante il Covid 19, queste azioni «possono proseguire regolarmente. D'altronde lo dimostra lo sfratto di pochi giorni fa in via Tavo. Se poi il Comune non sa quali siano gli sfratti da eseguire e chiede a me di indicare nome e cognomi, è sufficiente che a Palazzo di città consultino l'elenco pubblicato sul sito internet dell'Ater. Questa lista indica tutti gli alloggi occupati senza titolo in base alla legge regionale 96/96». L'elenco, tra l'altro, «non è completo», sottolinea la donna che a novembre 2019 si è vista bruciare l'auto a Rancitelli. Lei conosce alla perfezione le situazioni di illegalità sul fronte delle occupazioni, tant'è che ha integrato la lista dell'Ater e denuncia che «un appartamento è stato occupato 5 volte da parte di qualcuno, al ferro di cavallo».
Proprio parlando di questo edificio, più volte al centro delle cronache per spaccio, violenze e anche omicidi, Pettinari ha contestato «il progetto di abbattimento» e ha suggerito di seguire un'altra strada. «Da quei palazzi si dovrebbe semplicemente allontanare chi non ha diritto, per dare le case ai cittadini onesti. So già che buttando giù una parte del ferro di cavallo, gli inquilini andranno a occupare le 100 case murate, vuote e quindi disponibili. Poi dicono di voler realizzare dei parchi nelle periferie, ma queste aree verdi diventeranno ricettacolo di tossicodipendenti, se non si pensa a una forma di controllo». Il vice presidente del consiglio regionale ha rilanciato la proposta della «sorveglianza delle zone più a rischio di Pescara, con dei presidi di polizia fissi o quantomeno delle telecamere, visto che in città ce ne sono ovunque ma non esistono, ad esempio, al ferro di cavallo».
Ci sono poi i problemi di sempre, quelli quotidiani, delle periferie. Ad esempio in via Rigopiano permangono «spaccio, inciviltà e arroganza da parte di alcuni, oltre agli allacci abusivi di luce e acqua», come ha ricordato Lara Membrino, e nei lavori appena realizzati, per Tobia Gerardo, «sono stati usati materiali scadenti e non si è visto nessuno dell'Ater».
Non va meglio a San Donato, ha detto Mario Lufino tra «spaccio di droga, mancanza di controlli, presenza di eternit nei palazzi ed esigenza di centri di aggregazione e per bambini, oltre alla chiesa».
Anche a Zanni ci sono «situazioni raccapriccianti» e ci si chiede «come sia possibile che persone nullatenenti possano vivere nelle case popolari e girare con macchinoni costosi». «Dicono che mi invento tutto, ma dovrebbero rispondere più a questi cittadini che a me», ha concluso Pettinari, «per quanto mi riguarda, sono vent'anni che ci metto la faccia e vado nelle periferie». E al suo fianco, ieri, c'era anche Nello Raspa, con il quale ha condotto le battaglie per Fontanelle.
©RIPRODUZIONE RISERVATA