Case nuove o ristrutturate Il caro-prezzi inarrestabile

27 Gennaio 2023

Gli aumenti maggiori per cemento e infissi: una mazzata per il Superbonus 

PESCARA. Case nuove e ristrutturazioni delle vecchie: l’aumento del costo dei materiali è inarrestabile. L’effetto-rincari si abbatte come un macigno sul Superbonus già falcidiato da modifiche in chiave fortemente riduttive scattate all’inizio dell’anno. È possibile tracciare uno scenario che rischia di peggiorare la crisi dell’intero settore.
IL CEMENTO SU TUTTI.
Il maggiore incremento su base annua registrato nel 2022 è stato quello del cemento, che ha fatto segnare addirittura +59%, un dato a cui affiancano il +20% dei laterizi e del bitume. Rilevante anche l’aumento del vetro (+38%), che nel caso del Superbonus ha causato il forte rialzo del costo degli infissi. Ma in questo caso però si fa strada il sospetto di un’operazione speculativa dovuta al taglio dei rimborsi fiscale che spinge il venditore del materiale a stare a molto più attenti al prezzo e agli sconti. Ricordiamo che con l’Ecobonus standard il costo degli infissi è agevolato solo al 50%, per di più restituiti in dieci anni.
DALL’ACCIAIO AL LEGNO. Sempre in ambito Superbonus si registra l’aumento del 20% dei materiali di coibentazione.
In controtendenza solo le quotazioni di alluminio (-9%) e rame (-4%). Nella lista dei materiali edili che hanno visto un consistente aumento dei prezzi ci sono però l’acciaio e i suoi derivati. Così come per il legname si riscontra un aumento dei costi considerevole. Queste variazioni di prezzi dei materiali edili sono calcolate dal Ministero delle Infrastrutture incrociando le rilevazioni effettuate dall’Istituto nazionale di statistica, dalle Camere di commercio e dai Provveditorati alle opere pubbliche.
LA CAUSA È DOPPIA.
Non è difficile individuare i fattori che hanno portato agli incrementi: la guerra tra Russia e Ucraina e l’aumento del costo dell’energia. Due cause strettamente interconness e i cui effetti si rivelano sinergici e con conseguenze a catena.
Prendiamo trasporti che registrano incrementi di costo su base annua tra il 15 e il 20%. Si tratta di un aumento (forse è quello alla base di tutti gli altri) che si riflette in modo sostanziale sull’edilizia dove, per esempio, il costo di un ponteggio per sei mesi è passato, ipotizzando un’area di facciata standard da 100 metri quadrati, da 2.400 a 3.700 euro.
IL BOOMERANG.
Il costo della manodopera (voce che mediamente rappresenta un terzo del totale) è aumentata del 5% in due anni. Ma è un contro effetto perché la carenza di personale indotta dall’enorme domanda derivante dal Superbonus ha fatto sì che il reclutamento dei lavori dell’edilizia avvenga con retribuzioni più elevate del minimo contrattuale.
L’EFFETTO SUI CANTIERI.
Che cosa significa ciò che finora si è scritto per un condominio che sta avviando il Superbonus? Secondo un report pubblicato dal Corsera, confrontando la situazione attuale con quella di chi ha avviato i lavori subito dopo il decreto Rilancio, per ogni 100mila euro di spesa un condominio, in linea di massima, riusciva a ricevere sotto forma di cessione del credito o sconto in fattura tutta la somma spesa, perché le cessioni avvenivano a valori tra i 102 e i 105 euro ogni 100 di spesa e il piccolo guadagno serviva a coprire gli oneri finanziari per il prestito ponte fatto a tassi bassissimi.
Oggi quei 100mila euro sono diventati, applicando la variazione dei costi del materiale, 125.400. E, sempre a grandi linee, dalla cessione del credito, al netto dei costi per interessi e spese non detraibili, oggi si ottiene il 90% della spesa. Pertanto, la cifra effettiva è salita da zero a 12.500 euro ogni 100mila euro.
COME EVOLVE LA SITUAZIONE.
Qual è la tendenza del rincaro dei materiali edili? Il caro energia e la guerra in Ucraina, si diceva, hanno reso il 2022 un anno complesso per il comparto edile. L’aumento dei prezzi dei materiali edili è diventata una realtà amara con la quale tutti, fornitori, imprese e committenti, devono fare i conti oggi, e non solo.
Secondo una stima, pubblicata a fine novembre, le previsioni sui prezzi dei materiali edili indicano infatti ulteriori aumenti previsti per i prossimi mesi, in particolare per l’inizio del 2023. Nello specifico il trend per i prodotti in acciaio sarà in crescita fino alla metà di quest’anno e non c’è motivo di credere che le cose andranno diversamente per gli altri materiali edili.
Questa dinamica sarà determinata dai continui rincari del gas e dell’elettricità insieme con la forte carenza di materiale. Oltre all’aumento dei prezzi dei materiali edili, l’attuale situazione internazionale potrebbe comportare, per i cantieri aperti e quelli che apriranno, anche tempi lunghi di consegna. Ed è un’altra eventualità che potrebbe avere conseguenze negative sul settore, rallentando notevolmente il ritmo di lavoro nei cantieri pubblici e privati.
I COSTRUTTORI.
L’allarme sull’aumento dei costi di costruzione è una priorità dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili.
I costruttori pongono l’accento sui costi delle opere pubbliche previste all’interno del Pnrr, ma sono anche preoccupati per le conseguenze che l’incremento sta avendo sull’edilizia residenziale.
«Certamente il settore sta vivendo un paradosso. È cresciuto del 25% rispetto al periodo precedente alla pandemia ma, allo stesso tempo, rileva un preoccupante aumento dei prezzi dei materiali edili, e questo non è l’unico fattore da considerare per azzardare una previsione per il futuro».
IL RISCHIO PEGGIORE.
Il rincaro dei materiali insieme all’impennata del prezzo del gasolio che alimenta le macchine operatrici, potrebbe portare al blocco di lavori già appaltati o concordati, per la mancanza di materiali e l’impossibilità di contenere i costi previsti dai capitolati.
Si rischia, in altre parole, una temporanea paralisi per il settore, perché senza interventi urgenti e strategie, come sottolinea l’Ance, «nessuna impresa, grande, media o piccola, può reggere un impatto così rapido e devastante».
LE SOLUZIONI. Razionalizzare le spese per ottimizzare il lavoro. La digitalizzazione nella gestione dei cantieri è una delle strategie che le imprese edili hanno a disposizione per sfidare il caro-prezzi. A sostenerlo è Federcostruzioni.
«I vantaggi sono innegabili poiché la gestione dei costi realizzativi non solo può essere prevista in modo più preciso ma anche aggiornata con l’evoluzione dei prezzi del mercato, consentendo al committente e all’appaltatore di poter determinare quasi in tempo reale la realizzabilità dell’opera». Ma da sola la digitalizzazione del comparto delle costruzioni non può consentire di superare indenni la tempesta perfetta. Tocca al governo intervenire subito.