Case occupate e poi subaffittate Pettinari: «È il nuovo racket»

Ater danneggiata due volte da chi entra negli appartamenti senza averne titolo e poi li cede per soldi Il consigliere regionale: accade in via Passo della Portella e in via Caduti per Servizio, subito gli sfratti
PESCARA. Di problemi ce ne sono già tanti. Ma ora un nuovo fenomeno si sta sviluppando negli alloggi popolari dell’Ater, e cioè «il racket del sub affitto». Chi si piazza nelle case senza averne titolo, le “cede” ad altri e «si fa pagare», come se fosse il proprietario. E l’Ater «viene danneggiata due volte». La segnalazione arriva dal consigliere regionale del Movimento cinque stelle Domenico Pettinari, che rilancia ancora una volta l’appello affinché vengano liberati gli alloggi occupati abusivamente. Un richiamo (ciclico) che arriva alla vigilia del periodo di Natale nella speranza che qualcosa accada prima della fine dell’anno «come ci era stato promesso».
Anche questa volta Pettinari dà voce ad alcuni cittadini che vivono nelle case Ater e aspettano risposte dalle istituzioni. Sanno bene che i primi provvedimenti sono già scattati, negli appartamenti tra via Rigopiano e via Passo della Portella, con quattro alloggi liberati. «Ma stanno già provando a rioccupare, anche perché è appena morta un’anziana. E altri abusivi sono ancora lì», dicono i residenti che non riescono a stare tranquilli anche perché «paghiamo le bollette pure per loro». Proprio in questi palazzoni (dove sono state appena installate delle telecamere dal Comune) c’è qualcuno «che occupa diverse abitazioni: una la tiene per sé e le altre le affitta ad altri», dice Pettinari. «Accade in via Passo della Portella e anche in via Caduti per Servizio», sostiene il consigliere del M5s parlando di «diversi soggetti che portano avanti questa pratica. Tutti casi», assicura, «che sono stati segnalati all’Ater». Un problema in più, quindi, rispetto a quelli di sempre.
La preoccupazione nelle case popolari nasce anche da altro. Nelle case Ater vive anche «chi commette reati e si tratta dell’80 per cento degli abusivi, che sono circa 150», fa notare il consigliere regionale pentastellato. «Chi spaccia nelle case Ater viaggia su auto di lusso, guadagna bene con gli affari illeciti ma paga cifre irrisorie per l’appartamento, 10 o 15 euro. La soluzione è bonificare le case popolari da queste persone». Situazioni di illegalità di questo genere si verificano «in via Caduti per Servizio, via Rigopiano, via Tavo (al cosiddetto “ferro di cavallo”), a San Donato, a borgo Marino e Zanni (piazza 4 Novembre e via Carlo Alberto dalla Chiesa)». Ma alcune situazioni risultano più gravi e quindi andrebbero affrontare con più urgenza, «in via Tavo, via Caduti per Servizio e via Rigopiano». In alcuni punti «è venuta meno la pace sociale, che va garantita ai cittadini onesti, costretti a subire angherie e minacce», dice sempre Pettinari. Nelle periferie della città, fa notare, «hanno il loro quartier generale quelli che commettono reati in centro, dai furti alle spaccate passando per lo spaccio di droga. Di qui l’urgenza di fare qualcosa».
Le persone per bene che subiscono in prima persona ciò che accade nelle case dell’Ater sperano ancora. Altrimenti ci saranno «nuove proteste eclatanti», fa sapere Pettinari che chiede all’Ater di «dare un input» affinché si eseguano gli “sfratti”. «Serve la volontà politica», conclude il consigliere regionale che ha chiesto più volte anche dei «presidi fissi» delle forze dell’ordine davanti alle zone più “calde”.

