Case popolari, caccia ai morosi: affitti non pagati per 32mila euro

L’amministrazione De Martinis scova gli inquilini che non versano le rette degli alloggi comunali Il consigliere Forconi: «È possibile saldare i debiti a rate». Controlli anche sulla mensa scolastica
MONTESILVANO. Pugno di ferro dell’amministrazione comunale contro i morosi non in regola con il pagamento degli affitti nelle case popolari di Montesilvano. Dall’inizio del 2023 gli uffici comunali hanno avviato una ricognizione per verificare tutte le posizioni degli assegnatari delle case comunali al fine di scovare eventuali furbetti che beneficiano delle abitazioni pubbliche ma che non prestano fede all’impegno di pagare la bassa retta dell’affitto che devono corrispondere al Comune. Da una prima attività di controllo, finora sono 12 i morosi scovati, per un totale di circa 32mila euro non corrisposti al Comune. Di questi, la metà prosegue con la propria posizione debitoria, mentre gli altri hanno regolarizzato la propria posizione consentendo alle casse comunali di incassare circa 18mila euro. «Prima della spedizione degli accertamenti», spiega il consigliere comunale con delega alle politiche della casa, Marco Forconi, «gli inquilini sono stati sollecitati e invitati ad aderire a un piano di rientro. Gli accertamenti, infatti, sono a titolo esecutivo e i morosi hanno 60 giorni di tempo per sanare il proprio debito o per concordare un eventuale piano di rientro. In caso contrario, gli assegnatari degli alloggi vanno incontro al rischio di decadenza dell’alloggio per morosità e di conseguenza verso lo sfratto».
Sempre in queste settimane, inoltre, gli uffici comunali hanno avviato anche delle azioni di controllo ed eventuale recupero crediti nel settore dei servizi scolastici. «Abbiamo svolto altri accertamenti, come ad esempio per quanto riguarda lo scuolabus», prosegue Forconi, «e ad oggi nessun utente è risultato moroso nei confronti dell’ente. Negli ultimi mesi del 2022, infatti, anche grazie all’intervento dell’assessore all’Istruzione Paolo Cilli e al lavoro degli uffici comunali, i 14 morosi del bus scolastico individuati hanno saldato la cifra dovuta all’ente per il servizio».
Giro di vite anche sul fronte delle famiglie che usufruiscono del servizio di refezione scolastica: «Sul servizio mensa», rivela il consigliere, «la morosità complessiva, dal 2017 ad oggi, ammonta a circa 38 mila euro, con una percentuale dell’1,8% degli utenti ai quali stiamo facendo un’azione di recupero. Il tasso non è alto, ma stiamo effettuando delle azioni in vari settori per arrivare al recupero di tutti i crediti».
Il recupero degli affitti non pagati non prevede, invece, gli alloggi Ater presenti in città, dal momento che questa attività non è di competenza dell’ente. Restano fuori, ad esempio, le palazzine di via Rimini dove gli eventuali morosi sono solo uno dei problemi che si riscontrano nel quartiere. A pesare in maniera più incisiva sulla buona convivenza tra le famiglie e il resto della zona è soprattutto la presenza dei rifiuti che, in maniera costante, vengono accatastati in varie zone comuni del complesso edilizio: frigoriferi, lavatrici, mobili, assi di legno, scarti del settore edile, sedili delle automobili, batterie e molto altro.

