Case popolari, così Marsilio sorpassa a destra il Carroccio

2 Ottobre 2019

L’AQUILA. Con la nuova legge sulle case popolari, firmata Marco Marsilio-Guido Quintino Liris, Fratelli d’Italia, in Abruzzo, ha sorpassato a destra la Lega. Ed è questo uno dei motivi principali che...

L’AQUILA. Con la nuova legge sulle case popolari, firmata Marco Marsilio-Guido Quintino Liris, Fratelli d’Italia, in Abruzzo, ha sorpassato a destra la Lega. Ed è questo uno dei motivi principali che ha mandato su tutte le furie, domenica sera all’incontro-vertice del Carroccio a Martinsicuro, il leader Matteo Salvini, che ha ordinato ai consiglieri regionali del partito di riprendersi in tutti i modi questa legge. Per Salvini è diventata una questione di principio, e l’ordine impartito al capogruppo delle Lega, Pietro Quaresimale, e agli altri è perentorio. Ebbene, il momento per fare bella figura con il “capitano”, per i leghisti abruzzesi è dietro l’angolo. Questa legge, a cui tanto tiene Salvini, domani andrà in commissione Bilancio, presieduta dal leghista Vincenzo D’Incecco che, peraltro, è tra i consiglieri del Carroccio in cerca di riscatto agli occhi del leader del partito, dopo aver rischiato di far andare a carte all’aria il progetto di legge sul referendum elettorale arrivando in ritardo in commissione e lasciando all’opposizione M5S-Pd il campo libero per mettere in scena l’ormai famoso blitz.
Domani il competitor della Lega sarà però Fdi, alleato di governo di Regione, che punta a far approvare le legge nel consiglio regionale del 15 ottobre, così come l’ha scritta il governatore Marsilio, in persona, riscuotendo il plauso di Giorgia Meloni che, quando fu presentata, esclamò: «Prima gli italiani non è solo un motto», riferendosi proprio alla Lega. La legge introduce maggiore equità e controlli, eliminando le corsie preferenziali per gli stranieri che, come avviene per i cittadini italiani, dovranno dimostrare il possesso delle condizioni economiche, reddituali e patrimoniali.
La legge propone anche l’inasprimento delle cause di esclusione e decadenza dal beneficio per chi si macchia di reati di vario genere, tra cui quelli contro la pubblica amministrazione, l’ordine pubblico, il patrimonio e la persona. L’attuale limite di condanna, superiore a 5 anni di reclusione per l’assegnazione della casa popolare, viene abbassato a 3 anni. Tolleranza zero poi per chi si rende responsabile di allacci abusivi alle utenze domestiche. Nessuna casa popolare a chi offende la nazione e le sue istituzioni. Ma soprattutto la nuova legge introduce la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio per gli autori di delitti di violenza domestica, mantenendo però il diritto di abitazione per i conviventi, e per combattere la dispersione scolastica inserisce tra le cause di decadenza chi ha riportato denunce per inosservanza dell’obbligo scolastico per i figli minori. Infine l’iscrizione ai bandi viene aperta anche ai coniugi separati o divorziati. Tutte novità che avrebbe voluto introdurre Salvini. (l.c.)