Case popolari, dopo i condannati il Comune sfratta anche i morosi

Pugno duro verso gli inquilini di Zanni e Fontanelle che non pagano gli affitti da più di sei mesi L’assegnataria di un alloggio in via Dalla Chiesa ha accumulato un debito di oltre 10.500 euro
PESCARA. Due mesi di tempo per lasciare le case popolari e, se non lo faranno, scatterà l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo i condannati per spaccio di droga, truffa e furti in serie, il Comune di Pescara caccia dagli alloggi popolari anche i morosi. A dare il via agli sgomberi degli inquilini con debiti fino a 10.511,06 euro sono i decreti di decadenza firmati dal dirigente comunale Marco Molisani al termine di un iter durato sei mesi. I provvedimenti riguardano appartamenti in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni, e in via Caduti per Servizio a Fontanelle. L’amministrazione Masci, con l’assessore alle Politiche della casa Isabella Del Trecco di Forza Italia, va avanti con la tolleranza zero in periferia: adesso, anche i debiti innescano gli sfratti. «È stata riscontrata», così dicono gli atti del Comune, «una morosità superiore a 6 mesi nel pagamento del canone di locazione che, in base all’articolo 30 della legge regionale 96/’96, è causa di risoluzione del contratto, con conseguente decadenza dell’assegnatario».
Il caso più eclatante è quello di una inquilina delle case popolari di Zanni con oltre 10mila euro di affitti arretrati: «La signora», dicono ancora le carte del Comune, «non ha presentato alcun piano di rientro dalla morosità e tale situazione comporta l’immediata decadenza dall’assegnazione». Di fronte alla «perdurante situazione di morosità nel pagamento dei canoni di locazione», anche la commissione Erp ha espresso «il proprio parere “obbligatorio e vincolante”, in senso favorevole alla decadenza». La commissione, presieduta da Andrea Rosa, è composta da Giuseppe Oleandro, Antonio Mazza, Alberto Corraro e Carlo Tereo de Landerset.
L’ultimo atto del Comune equivale a strappare i contratti: «La decadenza dall’assegnazione comporta la risoluzione di diritto del contratto di locazione in essere», dice il decreto di Molisani. Gli inquilini possono fare ricorso al Tar contro il provvedimento di decadenza del Comune «per incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge», entro 60 giorni dalla data di notifica. Altri due casi fotocopia riportano ancora in via Dalla Chiesa a fronte di affitti non pagati per 3.601,75 euro e 4.238,16; ancora due casi in via Caduti per servizio con debiti di 3.371,41 euro e 5.303,61.
Scattati altri provvedimenti di decadenza per un residente di via Tripoti condannato per furti; annullata l’assegnazione di una casa popolare in via Moro per un condannato per spaccio di droga. Meno di un mese fa, altri provvedimenti simili erano stati adottati anche per inquilini di via Tavo, via Lago di Borgiano, via Rio Sparto e via Passo San Leonardo: in questi casi, gli sgomberi dovrebbero essere eseguiti dopo l’Epifania.

