Case popolari: inquilini in piazza contro muffa, degrado e abusivi

I residenti di via Fontanelle, Rancitelli, Gescal e San Donato vogliono manifestare sotto la Regione Chiedono fondi per sistemare le case e per eseguire gli sfratti. Raspa: inutile l’incontro con il Comune
PESCARA. Via Caduti per servizio, Rancitelli, Gescal e San Donato. I cittadini dei rioni popolari sono pronti a coalizzarsi per denunciare lo stato di degrado degli alloggi popolari di Pescara, uno scempio diffuso che purtroppo non cambia da un punto cardinale all’altro. Molti sono esasperati, non ce la fanno più a sentirsi dire che non ci sono fondi a disposizione per la manutenzione, e si rivolgono a Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, che annuncia dai banchi dell’opposizione una manifestazione di protesta (uno dei prossimi venerdì) sotto ai locali della Regione, «o meglio sotto all’ufficio del presidente Luciano D’Alfonso, per ricordargli che servono soldi per queste case», dice Pettinari, che ieri mattina ha incontrato i residenti di via Caduti per servizio. «Al momento ci sono solo briciole», aggiunge, «ma considerato che la Regione ha trovato 7 milioni di euro per Abruzzo Engineering, 3 milioni per la Saga e uno o due milioni per la cultura, chiediamo che si trovino anche per l’edilizia residenziale pubblica. Se c’è la volontà politica i fondi si possono trovare e inserire in bilancio. Servono 4 o 5 milioni di euro». C’è anche un’altra emergenza da affrontare subito, ed è quella degli sfratti degli abusivi. Gli appartamenti occupati senza titolo sono una trentina «ma al momento tra gli sfratti da eseguire non è stata inserita la zona di Fontanelle», dice sempre Pettinari, «e la somma a disposizione è di circa centomila euro, per Pescara e provincia, ma è una miseria. L’Ater ha chiesto al Comune di convocare un tavolo per definire gli sfratti da eseguire ma non c’è stata risposta e ci chiediamo perché».
Semmai ce ne fosse bisogno i residenti di Fontanelle hanno lanciato un nuovo Sos, dopo quello caduto nel vuoto dei mesi scorsi, quando è stata organizzata un’assembla pubblica che ha visto la partecipazione anche del sindaco Marco Alessandrini. «Da allora non si è mosso assolutamente nulla», denuncia Nello Raspa, dell’associazione “Insieme per Fontanelle”. «Le occupazioni sono aumentate, anzi qualcuno si è spostato da un alloggio all’altro, sempre in questa zona, ci sono ancora degli allacci abusivi di acqua ed energia elettrica e per il resto tutto come prima. Nessun intervento. Il 18 settembre, con una lettera, ho chiesto un incontro con D’Alfonso, per parlare con lui dei problemi di degrado e sicurezza che interessano questa zona, ma non ho avuto risposta».
La delusione e la rabbia degli inquilini sono palpabili. «Il portone del civico 46 è rotto e sempre aperto e non riusciamo a farlo cambiare», dice Vincenzo Dell’Aquila. «Per questo motivo lo stanzino del palazzo viene preso di mira da tutti coloro che devono nascondere qualcosa o devono nascondersi, dagli spacciatori ai tossicodipendenti, e non faccio altro che tappare i buchi creati nelle cassette dei servizi». Lascia molto a desiderare, poi, la pulizia esterna «e non riesco a capire perché dobbiamo convivere con i bidoni dei rifiuti sotto casa. Li hanno spostati ovunque, qui attorno, mentre da noi restano», prosegue Dell’Aquila.
Sono disperati anche Letizia Carulli e Calogero Millemaci, che vivono al primo piano del civico 48. «Camera da letto e bagno sono invasi dalla muffa. Qui dentro», dicono, «fa freddo, è umido e non ce la facciamo più. Siamo qui da quattro anni ma se avessimo saputo a cosa saremmo andati incontro, avremmo evitato. Cosa accadrà con la pioggia e il freddo?». E i cornicioni che si sbriciolano? Al civico 47, per dirne uno, cadono calcinacci, e finiscono su un balcone.
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