Case popolari, la paura dei roghi dolosi
Rancitelli, i residenti denunciano: prima della strage sfiorata con 8 moto bruciate, fiamme anche in un androne vicino
PESCARA. Il rogo delle 8 moto che, domenica mattina, avrebbe potuto distruggere una palazzina popolare di 4 piani in via Lago di Capestrano non è un caso isolato a Rancitelli: una settimana fa, un altro incendio è scoppiato nell’androne di un’altra casa popolare della zona, in via Lago di Borgiano. Un episodio che è diventato noto soltanto ieri: i residenti della zona hanno affidato la loro protesta e consegnato le foto dei muri danneggiati al consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri. Hanno paura e non vogliono uscire allo scoperto: per questo si sono rivolti a un politico. «Gli inquilini regolari mi hanno portato le foto che testimoniano un grido disperato perché nella zona si è tornato a respirare un clima di insicurezza», dice Sospiri che parla di «polveriera Rancitelli» e di «segnali di intimidazione».
Doppio rogo? Ci sono legami tra i due incendi in un pugno di giorni? Nessuno può dirlo. Anche perché il rogo di via Lago di Borgiano, numero 18, è un mistero: i danni ci sono, con i muri anneriti e parte del solaio crollato, ma non c’è un’indagine. Forse, questo episodio che ha i contorni di un attentato in scala è rimasto nell’ombra e i residenti hanno spento da soli le fiamme.
Via Trigno senza colpevoli. Senza esito, finora, anche le indagini su un altro rogo che ha sconvolto la stessa zona, via Trigno: nella notte tra il 31 maggio e il primo giugno sono state bruciate 6 auto e 5 moto con una scia di danni su una palazzina popolare. Senza colpevoli anche un rogo fotocopia del 2012 con due moto bruciate.
Indagini. E lo stesso potrebbe accadere per il rogo di via Lago di Capestano, numero 17: l’incendio è avvenuto di mattina, tra le 7,40 e le 8, ma, finora, non ci sono testimoni che abbiano raccontato di aver visto qualcosa di sospetto in zona. E poi il fuoco è un nemico delle indagini che, comunque, scavano nella malavita del quartiere: non si sa ancora a chi appartengano quei rottami. I motorini sono stati distrutti e, a un primo esame, sembra impossibile leggere il numero dei telai e da qui risalire ai proprietari.
Telecamere. Ma la squadra mobile una speranza ce l’ha ed è racchiusa nelle telecamere montate alle rotatorie della strada Pendolo che taglia in due Rancitelli: quelle telecamere potrebbero aver ripreso un movimento.
Strage sfiorata. L’incendio dei motorini avrebbe potuto provocare una strage: le fiamme sono arrivate fino ai balconi dei piani superiori e, in uno di questi, c’erano almeno 5 bombole del gas. Un appartamento, al di sopra dell’androne invaso dalle fiamme, è stato dichiarato inagibile per i danni al pavimento: l’inquilino è un abusivo ed è stato m andato via. Inagibile anche una stanza di un altro alloggio.
Via ai controlli. Sospiri ha chiesto al nuovo commissario Ater Virgilio Basile di organizzare sopralluoghi e controlli in via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano e al Ferro di cavallo.
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