Case senz’acqua, piano dell’Aca per sventare un’altra estate nera

9 Ottobre 2024

Accordo tra maggioranza e opposizione per trovare nuovi fondi necessari a riparare le condotte La presidente Brandelli annuncia: 98 milioni di lavori per rifare le reti e potenziare i depuratori

PESCARA. Al termine di una lunga seduta, incentrata sull’emergenza idrica, il consiglio comunale ha redatto un documento unico con l’obiettivo di evitare un’altra estate a secco. Con 23 voti a favore è stato approvato l’ordine del giorno sulla pianificazione e condivisione di interventi nel breve e lungo periodo. È il frutto di un lavoro derivante da due ordini del giorno, uno presentato dal gruppo del centrosinistra e l’altro da quello civico di Pettinari Sindaco, inclusa una richiesta giunta dall’Aca Spa. Tra i principali punti inseriti, l’istituzione di un fondo comune di investimento pubblico, proposto dal consigliere Domenico Pettinari e condiviso dalla presidente Aca Giovanni Brandelli. Un fondo che ha l’obiettivo di accrescere l’efficienza dei processi di sviluppo e la valorizzazione del patrimonio idrico di proprietà degli enti territoriali, aperto alla partecipazione oltre che dei Comuni stessi, della Regione, delle provincie, di altri enti pubblici e delle società interamente detenute da quest’ultimi, così come avvenuto in passato per altri fondi di investimento, come per l’immobiliare, consentendo l’adesione a tutti quei cittadini che vogliono investire quota parte del proprio risparmio in un fondo pubblico con finalità di interesse collettivo, con un ritorno in termini economici e soprattutto di disponibilità dei servizi essenziali.
Nel documento si chiede al sindaco Carlo Masci una verifica puntuale, in sede di bilancio Aca, delle risorse che l’azienda investirà per la manutenzione delle reti idriche della città. Inoltre, tra le varie cose, si sollecita il primo cittadino a predisporre un tavolo permanente di monitoraggio sulla gestione del servizio idrico integrato, con il coinvolgimento di tutti gli enti, le strutture e le associazioni di categoria competenti, al fine di conoscere preventivamente le eventuali situazioni emergenziali. Una necessità di cui hanno parlato i vari referenti delle associazioni presenti in aula. Nel corso della seduta la presidente Brandelli ha ricordato i principali interventi effettuati, senza dimenticare le conseguenze avute nel 2021, l’anno della prima vera emergenza. A quella dell’estate 2024 sia l’Ersi (Ente regionale del servizio idrico) che l’Aca sono arrivate più preparate, anche se la mancanza di acqua continua a produrre i suoi effetti nei mesi autunnali. Proseguono, infatti, le chiusure dei serbatoi.
In particolare, in base a quanto ribadito dalla presidente Brandelli, i principali interventi su cui l’Aca incentra la pianificazione industriale di circa 98 milioni, annunciata nel 2023, riguardano il rifacimento delle reti idriche e il potenziamento del sistema depurativo. I fondi derivano dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, dal Masterplan e da risorse dell’azienda; 38 milioni derivanti dal Pnrr sono stati destinati alla digitalizzazione delle reti di sei comuni, tra i quali Pescara (a cui vanno 17milioni di euro), Montesilvano, Città Sant’Angelo, Chieti, Francavilla al Mare e Silvi; circa 20 milioni sono necessari per l’efficientamento dell’opera di presa e adduttrice Tirino; 20 milioni, derivanti dal Masterplan, sono stati dirottati per le vasche di prima pioggia del parco depurativo. Mancherebbero all’appello i 47 milioni del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pniissi), perché al momento non ci sono i fondi. «Le operazioni per il risanamento delle reti idriche si concluderanno entro il 31 dicembre 2026 e consentiranno di ridurre le perdite del 30 per cento», precisa Brandelli. Tra i presenti in aula anche il tecnico Lorenzo Livello, che ha sottolineato l’importanza del supporto informatico per verificare le perdite.
«Sono stato il primo sindaco ad aver avuto delle interlocuzioni con i cittadini e con le associazioni», dice Masci, che suggerisce al consiglio l’unificazione degli ordini del giorno, avvenuta realmente. «Invitiamo gli altri sindaci a seguire i nostri interventi condivisi», aggiunge.