Case sul lungomare sud: l’ultima parola al consiglio

Milia e Mammarella chiedono al Comune un cambio di destinazione d’uso Niente uffici: due delle tre torri potrebbero ospitare 40 appartamenti vista mare
PESCARA. Quaranta appartamenti al posto degli uffici, tutti vista mare. Due su tre delle torri del progetto di Milia e Mammarella Pescaraporto potrebbero essere trasformate in abitazioni.
Questo è almeno quello che hanno richiesto gli imprenditori al Comune, comunicando la volontà di cambiare la destinazione d'uso da terziario-direzionale a residenziale, per l'area confinante con l'ex Cofa (foto Giampiero Lattanzio). Sembra che nella richiesta inoltrata in Comune, una delle tre torrette debba rimanere adibita a uso commerciale, mentre altre due, per un totale di circa 3500 metri quadri, diverrebbero case.
Il permesso a costruire risale a quattro anni fa. Fu subito avvertito da molti come un duro colpo per la città, tanto che si scatenò immediatamente una strenua lotta tra sostenitori e oppositori dell'opera privata, oggetto anche di un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Il Tar infatti cancellò il permesso edilizio, ma una sentenza del Consiglio di Stato ne ristabilì la liceità. Sul destino di Pescaraporto, però, non è detta l'ultima parola. Essa infatti spetta al consiglio comunale, che dovrà esprimersi sulla richiesta del cambio di destinazione in quanto la costruzione di un edificio residenziale non è attualmente prevista dal piano regolatore.
La battaglia, che già si è accesa nel corso della scorsa amministrazione, proseguirà nelle prossime sedute e chi non vuole che quell'opera venga costruita, come il Movimento cinque stelle, non ha alcuna intenzione di mollare la presa. I pentastellati sull'argomento hanno anche presentato un esposto in Procura, considerando anche la posizione del complesso, a ridosso del mare, e il rischio allagamenti che ne deriva.
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