Case vacanze, in aumento le truffe online

La Polizia postale avverte: attenzione ai last minute e alle super offerte, evitate Whatsapp e bonifici
PESCARA. Alloggi prenotati fuori regione e risultati inesistenti: sono le truffe delle case vacanze, fenomeno sempre più diffuso in questi giorni, secondo la polizia postale. Avverte infatti Elisabetta Narciso, dirigente del centro operativo per la Sicurezza cibernetica della polizia postale per l’Abruzzo: «Bisogna prestare molta attenzione ed evitare di essere vittime di annunci fraudolenti, visto che il fenomeno è molto diffuso, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando può capitare di dimenticare i possibili rischi, nel rincorrere, last minute, l’offerta più conveniente sul web». In generale, da gennaio a oggi, la percentuale delle truffe online si attesta intorno al 70-80 per cento. «Quelle riferite in modo specifico all’affitto delle case vacanza risultano essere una percentuale molto più bassa, perché riferita solo a brevi periodi dell’anno, ma la questione non va sottovalutata», aggiunge Narciso.
TRUFFe, COME EVITARLe Come riconoscere la truffa ed evitarla? Polizia di Stato e Airbnb hanno stilato un vademecum per evitare truffe online nella prenotazione delle proprie vacanze. In particolare, tra i principali consigli diffusi attraverso una campagna nazionale, vi sono quelli di seguire solo gli annunci pubblicati sui siti e sulle app ufficiali che hanno recensioni positive. «Occhio ai finti siti e occhio anche alle super offerte», suggerisce Elisabetta Narciso. «Se, nel periodo di agosto, troviamo degli alloggi belli e confortevoli a prezzi troppo scontati, è bene diffidare». Per il pagamento, secondo quanto ribadito dalla stessa campagna preventiva della polizia con Airbnb, si consiglia di utilizzare le carte di credito evitando i bonifici su conti strani. «Inoltre, è bene esaminare sempre i dati dell’annuncio e le foto pubblicate», dice ancora Narciso. «Le trattative vanno fatte sulla piattaforma, in quanto è assicurata, e non via messaggi Whatsapp».
LE PIÙ DIFFUSE Le truffe online più diffuse in tal caso, secondo quanto spiega la dirigente della Polizia postale, sono tre: presunta trattativa internazionale, il rimpiattino e la proposta indecente. Nel primo caso può accadere che l’host dica di essersi improvvisamente trasferito all’estero e non può accogliere gli ospiti di persona. La trattativa a distanza è dunque il preludio di una richiesta di bonifico internazionale. Il proprietario fittizio comincia a richiedere documenti, «utili per costruire la sua prossima falsa identità», spiega Narciso. Poi chiederà di concludere l’affare entro 24 ore, magari da una finta pagina di prenotazione, fino a scomparire dopo aver ricevuto la caparra.
Il rimpiattino si riconosce in questo modo: l’host crea un annuncio su un sito di seconda mano, o immobiliare, ma non appena le persone chiedono informazioni, dirà di spostarsi su altro canale, proponendo di continuare la conversazione per posta elettronica o messaggistica. Dopo alcune richieste relative ai dettagli sull’arrivo, manderà un’altra email informando, per esempio, che l’annuncio non è più visibile nella ricerca, perché in realtà lo ha rimosso, e fornisce il link diretto all’annuncio sul portale, ma si tratta di un sito clone.
Nel caso della “proposta indecente”, invece, accade che l’host crea un annuncio accattivante all’improvviso. Mancano le recensioni e il truffatore si mostra particolarmente gentile, proponendo uno sconto. Suggerisce di annullare la prenotazione e di trattare privatamente, così da risparmiare entrambi la commissione del portale. Ma una volta incassato il bonifico, sparisce.

