Casi, il picco si sposta da Pescara all’Aquila

Ricoverata con polmonite una 20enne del capoluogo tornata dalla Sardegna Le mappe dall’Istituto superiore di Sanità mostrano la zona ora più a rischio
PESCARA. Il baricentro del Covid 19 si è spostato, in Abruzzo, da Pescara all’Aquila. Sono le due mappe della regione, pubblicate dall’Istituto superiore di Sanità, che lo documentano. E sono i casi abruzzesi registrati ad agosto che lo dimostrano.
Come l’ultimo della serie, spuntato ieri pomeriggio quando il bollettino ufficiale e quotidiano era già stato diffuso dalla Regione, che vede una ragazza di 20 anni dell'Aquila, risultata positiva al Covid, ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dove le è stata riscontrata una polmonite.
DALLA SARDEGNA. La giovane aquilana è tornata nei giorni scorsi da una vacanza in Sardegna. Immediatamente sono scattate le verifiche per il tracciamento dei suoi contatti. Sono numerosi i tamponi che sono già stati eseguiti ieri o che dovranno essere somministrati oggi su richiesta del Dipartimento prevenzione della Asl provinciale dell'Aquila.
La 20enne è una delle 12 persone attualmente ricoverate nell'ala Covid del reparto diretto dal dottor Alessandro Grimaldi che, dopo l'impennata di contagi degli ultimi giorni, ha esaurito i posti dedicati ai malati coronavirus, attingendo quattro posti, riconvertiti, da altri reparti. Dei 12 ricoverati, secondo fonti ospedaliere, dieci non sarebbero in condizioni gravi. Ma per due la situazione sarebbe più seria per patologie concomitanti.
IL BOLLETTINO. Dalla Regione intanto comunicano che sono complessivamente 3.652 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza. Rispetto a ieri, ed escludendo la ventenne aquilana che sarà inserita nel bollettino di oggi, si registrano quattro nuovi contagiati (di età compresa tra 19 e 88 anni), mentre il numero dei pazienti deceduti resta fermo a 472 dal 28 luglio scorso.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 2.844 dimessi/guariti (invariato rispetto a ieri, di cui 11 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 2.833 che hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi). Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 336 (+4 rispetto a ieri). Dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 148.149 test mentre 34 pazienti (+3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e solo uno (invariato da giorni) in terapia intensiva. Gli altri 301 (+1 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
PETTORANO E LUCOLI. Del totale dei casi positivi, 345 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+4 rispetto a ieri, di cui 2 a Pettorano sul Gizio, non riferiti al centro migranti, e uno a Lucoli), 899 in provincia di Chieti (+1), 1.674 in provincia di Pescara, 701 in provincia di Teramo, 31 fuori regione e 2 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Passiamo a inquadrare il mese in corso segnato dalla preoccupante ripresa dell’epidemia. Il numero totale nei nuovi positivi dall’inizio di agosto è di 263 casi mentre da Ferragosto a ieri è di 107, che sale a 108 se si considera la 20enne aquilana.
LE DUE MAPPE. Come sono distribuiti i nuovi casi ce lo dicono le due mappe messe a confronto nella tabella in alto. La rappresentazione dei casi di Covid 19 per provincia segnalati nel periodo di monitoraggio più recente che va dal 10 al 16 agosto vede la provincia dell’Aquila, nuovo baricentro del contagio, di un colore molto più scuro rispetto alle altre province, mentre l’altra mappa che inquadra l’intero periodo dell’epidemia, vede il Pescara come area con il maggior incremento dei casi.
La fonte è l’Istituto superiore di Sanità che sintetizza così il momento che stiamo attraversando: «In Italia, come in Europa e globalmente, si è verificata una transizione epidemiologica dell’epidemia, con un forte abbassamento dell’età mediana della popolazione che contrae l’infezione. L’età mediana nell’ultima settimana è di 30 anni. Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative) e una minore gravità clinica dei casi diagnosticati». Che per ora ci può anche rassicurare.

