Caso Cuzzi, nel mirino i costi troppo alti

Inchiesta Grandi eventi, le accuse della Procura: i servizi dei concerti affidati senza gara, a svantaggio delle casse comunali
PESCARA. L'inchiesta della procura di Pescara sui grandi eventi organizzati dalla giunta di centrosinistra, e per la quale si contano al momento sei indagati accusati di abuso d'ufficio e turbativa d’asta, con in testa l’ex assessore Giacomo Cuzzi, si arricchisce di altri importanti elementi.
Il pm Luca Sciarretta, titolare dell'inchiesta, che nei giorni scorsi ha disposto una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli indagati, ha già in mano qualcosa di significativo. Uno dei punti centrali dell’inchiesta è la mancata rotazione degli incarichi affidati a chiamata diretta da Cuzzi e soprattutto la violazione delle norme che, per le pubbliche amministrazioni, impongono quantomeno una minima ricerca sul mercato per rintracciare possibili società cui affidare gli incarichi.
Secondo la procura, nel caso specifico, anche se si volesse ritenere legittima la deroga all’evidenza pubblica in considerazione della infungibilità della prestazione artistica fornita dai cantanti portati dagli affidatari degli appalti, questo non varrebbe anche per i servizi collaterali (facchinaggio, personale della sicurezza, service audio e luce, fornitura di materiale pubblicitario, transenne e via dicendo) che hanno molto spesso avuto un costo superiore ai 40 mila euro che è la cifra oltre la quale diventa obbligatorio chiedere almeno cinque preventivi diversi. Ma qui ci sarebbe stato l’escamotage del “costo omnicomprensivo”: tutto affidato un maniera diretta, facendo rientrare anche i servizi insieme al cachet dell’artista. E il pm fa anche l’esempio del concerto di J-AX organizzato per la sera di capodanno del 2018: sulla spesa complessiva di 220 mila euro, soltanto 135mila sono andati al cantante, mentre 85 mila corrisposti in maniera diretta alla New Events srl di Andrea Cipolla, uno degli indagati, e anche il più gettonato da Cuzzi. È lui che porta i Negrita (capodanno 2016 per 120 mila euro); gli Afterhouse; il primo maggio 2019 un incarico da 79 mila euro per Marina Rei e altri; Anna Tatangelo per la festa di San Cetteo di quest’anno; Luca Barbarossa per la festa del Colli; il concerto di Arisa per “La notte dello shopping di agosto 2018; e altri ancora.
La procura, in base alle delibere acquisite, evidenzia due dati molto significativi, «entrambi relativi all’elevato numero dei costosi concerti canori organizzati negli ultimi due anni dal Comune di Pescara».
In primo luogo che tutti questi eventi sono stati affidati alle ditte coinvolte nell’inchiesta «per importi pari a centinaia di migliaia di euro» e poi c’è il fatto che si è trattato, in tutti i casi esaminati, «di affidamenti di forniture e servizi aggiudicati mediante affidamento diretto, senza alcuna procedura negoziata che consentisse la valutazione comparativa di altre proposte». E questo, al momento, appare uno dei punti fermi dell’inchiesta. Soprattutto perché, secondo la procura, le società coinvolte «non sono le uniche operanti nel territorio pescarese ed abruzzese ad avere l’esclusiva per le esibizioni di cantanti famosi di livello nazionale».
C’è anche un altro aspetto evidenziato nell’indagine che il pm sintetizza così: «Alla luce della situazione finanziaria rappresentata dal nuovo sindaco (il riferimento è all’intervista rilasciata a il Centro il 12 giugno scorso ndr) le questioni riguardanti presunti illeciti connessi alle agevolazioni di cui avrebbero beneficiato taluni operatori nel campo dell’organizzazione di eventi e manifestazioni di cui all’esposto (presentato nel luglio del 2018 da un soggetto particolarmente addentro alle vicenda comunali ndr) assume una maggiore connotazione di interesse poiché, verosimilmente, oltre a seguire procedure che possono aver alterato l’iter di aggiudicazione degli stessi, abbiano potuto determinare un indebito decremento delle finanze a disposizione dell’amministrazione comunale». Un altro aspetto che rende più delicata la posizione del principale indagato, Giacomo Cuzzi.
Intanto la finanza sta passando al setaccio le agende sequestrate all’ex assessore e tutti i supporti informatici, telefoni compresi, di tutti e sei gli indagati che, lo ricordiamo, sono Simone D’Angelo, Andrea Cipolla, Maria Assunta Martino, Piera Sammassimo e Gianfranco Berardinelli.
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