Caso Ecoemme Cordoma “scagionato” da Marinelli

14 Aprile 2015

PESCARA. «Nel 2008 l'ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, venne a trovarmi in ufficio piuttosto agitato. Mi parlò di un atteggiamento arrogante dei fratelli Di Zio, relativo alla cessazione...

PESCARA. «Nel 2008 l'ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, venne a trovarmi in ufficio piuttosto agitato. Mi parlò di un atteggiamento arrogante dei fratelli Di Zio, relativo alla cessazione di un appalto sui rifiuti che lo riguardava direttamente, ma non parlò apertamente di minacce». A testimoniare in aula è Enzo Marinelli, ex comandante dei carabinieri di Montesilvano, nell'ambito del processo Ecoemme in corso al tribunale di Pescara. Il riferimento è all'appalto tra il Comune di Montesilvano e la Ecoemme, società pubblica-privata controllata in larga parta dalla Deco del gruppo Di Zio, scaduto nel 2006 e in regime di prorogatio fino al 2010. Secondo le accuse formulate dal pm Anna Rita Mantini, l'ex sindaco di Montesilvano Cordoma e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, che devono rispondere del reato di corruzione, avrebbero agevolato il gruppo Di Zio in merito all'affidamento e alla gestione del servizio dei rifiuti a Montesilvano, in cambio della corresponsione di alcune somme di danaro. L'audizione di Marinelli è stata richiesta dal legale di Cordoma, Augusto La Morgia. Si prosegue il 26 maggio.