Caso “Grandi eventi”, oggi si torna in aula

4 Giugno 2021

Udienza straordinaria questa mattina per l’ex assessore comunale Giacomo Cuzzi e gli altri 7 imputati

PESCARA. Udienza straordinaria questa mattina davanti al gup Antonella Di Carlo per lo scandalo “Grandi eventi” che, salvo imprevisti dell’ultimo minuto o qualche richiesta di rinvio, dovrebbe portare a definire le posizioni degli otto imputati fra cui quella dell’ex assessore del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi, principale imputato di questa vicenda giudiziaria che il 9 luglio del 2020 portò anche a degli arresti. L’ultima udienza era stata rinviata per consentire al perito di trascrivere 360 telefonate intercettate entrate a far parte del fascicolo: adempimento già fatto e portato a conoscenza delle parti che ieri dovrebbero aver preparato la discussione sulla richiesta di rinvio a giudizio formalizzata a suo tempo dal pm Luca Sciarretta. L'inchiesta ruota attorno a una serie di appalti che sarebbero stati indebitamente affidati direttamente dal Comune di Pescara a due imprenditori dello spettacolo che, secondo l'accusa, sarebbero stati favoriti da Cuzzi e non solo. Insieme a quest’ultimo, rischiano il processo anche l’ex assessore Simona Di Carlo, Moreno Di Pietrantonio (dirigente della Asl e all'epoca segretario cittadino del Pd), la funzionaria Asl, Leila Colucci: tutti coinvolti nel filone che riguarda l'assunzione pilotata in Asl della Di Carlo per la quale la Asl si è già costituita parte civile, naturalmente soltanto contro i tre coinvolti in questa vicenda. Poi ci sono gli altri due filoni che riguardano gli spettacoli: quelli affidati ad Andrea Cipolla (21 gare per un importo complessivo di 1 milione e 900 mila euro) e quelle gestite da Cristian Summa (una decina di progetti per un totale di 190 mila euro). Chiudono la lista degli imputati Gianfranco Berardinelli (socio di Cipolla) e Alessandro Michetti (rappresentante legale della società Elite Agency Group).
Secondo l’accusa i due imprenditori dello spettacolo sarebbero stati favoriti dai politici in cambio di contributi elettorali: da qui il reato di corruzione, contestato insieme alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti e finanziamenti illeciti ai partiti. Agli otto imputati vanno aggiunte quattro società come persone giuridiche. I reati contestati dalla procura coprono un arco temporale che va dal 2014 al 2019. Le indagini vennero curate dagli uomini del colonnello Luca Lauro della guardia di finanza.
(m.cir.)