Caso Le Naiadi, alla Regione pioggia di messaggi di protesta

31 Ottobre 2017

Sulla pagina Facebook dell’ente tanti post di genitori di tesserati del Club Aquatico Nel mirino la Progetto sport, che si difende: «Mancano i documenti necessari»

PESCARA. Una gragnuola di messaggi di genitori infastiditi e dubbiosi postati sulla pagina Facebook della Regione e poi un «pacifico sit-in di mamme» all’ingresso del Palapallanuoto delle Naiadi e il Club Aquatico guadagna una settimana di tempo per consegnare la documentazione che, a detta della Progetto Sport – società che gestisce l’impianto per conto della Regione – ancora manca perché i circa 220 iscritti all’Asd abbiano tutte le carte in regola e le assicurazioni necessarie per poter fruire come Club delle piscine per gli allenamenti.
In questi sette giorni intanto i tesserati del Club Aquatico potranno entrare nell’impianto in virtù di un «contratto temporaneo con scarico di responsabilità», in veste di associati appunto e non come privati cittadini, come consentito finora dalla Progetto Sport.
Insomma, l’ingarbugliata vicenda che vede al centro l’impianto alle spalle della pineta potrebbe presto arrivare a soluzione. Nelle ultime settimane è stato un susseguirsi di botta e risposta. Il Club Aquatico del presidente Riccardo Fustinoni accusa la Progetto Sport timonata da Vincenzo Serraiocco di avere «in modo del tutto contrario alle sue competenze, escluso in modo illecito degli atleti paganti dall'utilizzo degli impianti pubblici di proprietà della Regione Abruzzo nonostante il Club Aquatico abbia saldato ogni sua competenza con pagamenti anticipati e superiori a quanto dovuto e che alcune ore a noi spettanti vengano occupate da gruppi di altre Asd non aventi diritto (associazione del gestore in primis)». Progetto Sport replica intanto di non aver escluso nessuno, ma anzi di essersi fatta carico degli iscritti al Club facendoli entrare a proprio carico, e che invece la documentazione e il saldo per l’iscrizione non sono stati consegnati.
Da domenica e ancora ieri mattina poi ecco i messaggi sulla pagina Fb della Regione più o meno tutti dello stesso tenore del seguente: «Sicuramente sarete a conoscenza dell'esercizio abusivo da parte del gestore de Le Naiadi che in questa ultima settimana ha negato l'accesso agli iscritti del Club Aquatico. Non intendo sindacare le ragioni perché credo non sia compito di noi cittadini, ma è deplorevole che tantissimi bambini debbano essere privati del diritto di svolgere il proprio sport e, soprattutto, debbano assistere a simili atti di forza e coercizione. Non è servito fino ad ora l'intervento pacifico dei legali, non è servita la presenza delle forze dell'ordine, non è servito l'intervento dei media. Vi invito, considerata la posizione rivestita dalla Regione Abruzzo nei confronti della struttura e del gestore di conseguenza, a intervenire nel più breve tempo possibile onde evitare che la questione si aggravi e degeneri...».
Quindi, il sit in delle mamme cui è intervenuto il consigliere regionale M5s Domenico Pettinari, mentre dalla Regione partiva una lettera per la Progetto Sport, a firma del presidente Luciano D’Alfonso, in cui si parla delle segnalazioni ricevute, «e riportate peraltro dagli organi di stampa» per quanto riguarda l’ingresso vietato ai tesserati Club Aquatico, per poi aggiungere che la stessa associazione sportiva ha fornito all’ente «rassicurazioni circa la regolare produzione di tutta la documentazione prevista per ottenere l’assegnazione degli spazi acqua, ivi compreso il pagamento della relativa quota».
Quindi, si chiede al «concessionario di riferire a questa amministrazione quali siano le motivazioni dell’azione intrapresa, per valutarne insieme un componimento, impegnandosi nel contempo a risolvere la questione in corso concedendo l’accesso all’impianto da parte dell’associazione».
Alla luce dei chiarimenti che dovranno dunque essere forniti all’ente dalla Progetto Sport, «il direttore del dipartimento Risorse e organizzazione, Fabrizio Bernardini, e il dirigente del Servizio turismo, cultura e paesaggio, Giancarlo Zappacosta», ai quali la stessa lettera è stata inviata, «vorranno approfondire la questione, per evitare conflitti lesivi anche per gli atleti che usufruiscono dell’impianto pubblico», chiude D’Alfonso.
E a questo punto ecco il contratto temporaneo per riaprire l’accesso ai tesserati in quanto tali con la copertura di responsabilità nell’utilizzo dell’impianto. E il termine di una settimana per arrivare finalmente a una composizione della vertenza.