Caso Straccia, la famiglia contro l'archiviazione delle indagini

Stamane l'udienza davanti al gup. Il padre di Roberto: «Non voglio passare per un padre che non si rassegna alla morte del figlio, ma chiedo risposte su una verità che non è ancora arrivata»
PESCARA. «Non voglio passare per un padre che non si rassegna alla morte del figlio, ma chiedo risposte su una verità che non è ancora arrivata». Così Mario Straccia, a margine dell'udienza nel Tribunale di Pescara sulla richiesta di archiviazione relativa al caso della morte del figlio Roberto, il ragazzo 24enne di Moresco (Fermo) studente all'università di Pescara, scomparso dal capoluogo adriatico il 14 dicembre del 2011 e trovato morto sul litorale di Bari il 7 gennaio del 2012. «La speranza è quella di avere chiarezza - ha aggiunto Mario Straccia -. Chiediamo risposte che non siano da interpretare, perché quelle che abbiamo avuto finora sono solo risposte arrancate». Con il padre di Roberto Straccia, erano presenti la madre e la sorella del giovane, insieme ad alcuni conoscenti e al legale della famiglia.
Più esplicito il legale della famiglia: «La famiglia Straccia chiede giustizia innanzitutto sotto il profilo morale e umano, perché è giusto che questi genitori sappiano come è morto il figlio». Così Marilena Mecchi, a margine dell'udienza di oggi davanti al giudice delle udienze preliminari di Pescara. L'avvocato ha elencato una serie di elementi che, a suo giudizio, richiedono un approfondimento delle indagini: «Un collaboratore di giustizia sotto protezione - ha spiegato - ha confermato che Roberto è stato ucciso per errore da pregiudicati calabresi e la sua testimonianza deve essere considerata attendibile, visto che questa persone avrebbe tutto l'interesse a restare nell'ombra. Le circostanze, peraltro, sembrano trovare riscontro nella testimonianza di un benzinaio di Pescara, che ha riferito di essere stato avvicinato, due giorni prima della scomparsa di Roberto, da due uomini a bordo di un auto targata Catanzaro, i quali gli hanno chiesto dove si trovasse Moresco, il piccolo paesino marchigiano dal quale proviene la famiglia Straccia». Altri particolari inducono l'avvocato a chiedere approfondimenti su quanto avvenuto sul social network: «Ci sono continui tentativi di accesso al profilo Facebook di Roberto, e ci sono numerose conversazioni e messaggi cancellati. Solo la Procura ha la possibilità di indagare in questa direzione e noi siamo convinti che se lo facesse troverebbe risposte interessanti».

