Caso Trisi in Consiglio, è caos: seduta sospesa, arrivano i vigili

4 Luglio 2023

Fischi, contestazioni e urla nella seduta consiliare aperta alla città, andata avanti fino a tarda sera Oltre all’ordine del giorno della maggioranza, passa quello dell’opposizione a costituirsi parte civile

PESCARA. Fischi, urla, contestazioni. E richieste di dimissioni, ripetute mille volte, l’invito ad andare «a casa», l’appello a provare «vergogna» per l’inchiesta che ha portato all’arresto del dirigente comunale ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi, indagato per un presunto giro di mazzette e droga. Nella seduta del consiglio comunale aperta alla città, ieri pomeriggio, i comitati che contestano i progetti del Comune e l’opposizione hanno gridato un “no” forte e convinto al sindaco Carlo Masci, alla sua giunta e alla maggioranza, messi all’angolo per ore dai cittadini che hanno invaso la sala consiliare. Tanta rabbia, al punto che è stato necessario interrompere due volte la seduta, da parte del presidente Marcello Antonelli, e far intervenire la polizia municipale, per placare il pubblico. Poi, alle 23.30, l’approvazione di due ordini del giorno: uno di maggioranza, che invita sindaco e giunta «a proseguire nelle attività tecniche e amministrative in corso con la massima attenzione e celerità rispetto a tutto il comparto dei lavori pubblici, garantendo la realizzazione delle opere finanziate con il Pnrr» e l’altro, della minoranza, a «costituire il Comune parte civile in caso di procedimento penale e a valutare la richiesta di risarcimento danni a carico di eventuali condannati».
«Il sindaco è finito, non ha più la fiducia della città e la maggioranza sta cadendo nel baratro», ha detto Erika Alessadrini (M5S), seguita da Piero Giampietro (Pd) che ha accusato la giunta di «aver chiuso gli occhi e le orecchie di fronte alle richieste dei cittadini, di aver usato il Pnrr come un clava mentre le risorse per la manutenzione sono finite nel buco nero di viale Marconi. Oggi è meglio il commissario». All’invito alle dimissioni della minoranza si è aggiunta la richiesta di «riorganizzazione della macchina comunale» del deputato Pd Luciano D’Alfonso «per far sì che non accada più che uno si prenda l’appalto di tutte le decisioni. Le opere pubbliche sono fatte dal potere pubblico con denaro pubblico per produrre pubblica utilità», ha fatto notare, «ma in Comune la verticalizzazione ha fatto danno». Fischi di disapprovazione per un altro deputato, Guerino Testa (Fdi) che ha difeso l’amministrazione visto che «Trisi ha partecipato a una selezione, per essere nominato, ed è stato giudicato dal Nucleo di valutazione indipendente. Non si può pensare alle dimissioni o al commissario per alcuni progetti non condivisi. Saranno i cittadini a decidere, alle elezioni, ma il Comune è stato virtuoso, per i 74 progetti presentati per il Pnrr e i 62 milioni ricevuti». Con la giunta anche il consigliere regionale Lega Vincenzo D’Incecco che ha chiesto di «andare avanti, con la certezza che la Regione è al vostro fianco: le scelte del Comune non sono state tutte condivise, ma rientra nelle regole della democrazia». Nazario Pagano, deputato di Forza Italia, ha ammesso che sì, «è stato commesso un errore a scegliere quel dirigente. Ma chi non commette errori? La maggioranza, che ha vinto le elezioni, si assume le responsabilità delle proprie scelte e sono fiero di quello che si sta facendo». «Toglietevi la benda e guardate Pescara, chiedete scusa per quello che non avete visto: una città allo sbando e un grande malcontento», ha chiesto Marinella Sclocco ( Sclocco sindaco) che si è coperta gli occhi con un foulard per mimare il centrodestra.
Nessun tentennamento di Masci. «Ci capita di prendere delle decisioni che vanno contro qualcuno, opponendo l’interesse generale all’interesse dei singoli gruppi», ha detto parlando dei progetti portati avanti, dagli asili a viale Marconi passando per corso Vittorio e Rancitelli. «Noi facciamo delle scelte per la collettività, non è vero che lo facciamo da soli, abbiamo sempre parlato con tutti».