Caso Trisi, Masci ai pescaresi: «Chiedo scusa se ho sbagliato»

26 Giugno 2023

E il sindaco rilancia i test antidroga per consiglieri, assessori e dirigenti: io l’ho fatto, ora tocca a loro Raggiunto un accordo con la Asl per effettuare i controlli nell’ente. Nascerà uno sportello di ascolto

PESCARA. «Fino a qualche giorno fa non potevo mai immaginare quello che sarebbe successo e chiedo scusa ai miei concittadini se ho mancato in qualcosa». Con queste parole sul suo profilo Facebook Carlo Masci torna ad affrontare il terremoto dell’inchiesta che ha sconvolto il Comune per un presunto giro di mazzette e droga nel settore dei Lavori pubblici e che ha portato all’arresto alcuni giorni fa dell’ex dirigente Fabrizio Trisi.
Per la prima volta il sindaco si rivolge alla cittadinanza chiedendo scusa. Finora si è sempre difeso asserendo di non essersi mai accorto di nulla di ciò che accadeva in quegli uffici. Ed è ciò che ha ripetuto anche ieri. «Sinceramente», dice, «non so cosa avrei potuto fare per scoprire quello che poi è emerso da un anno di indagini». E quindi la promessa: «Ma da oggi il mio sguardo sarà molto più attento a certi fenomeni personali e sociali».
Da qui, la decisione di rilanciare i test antidroga in Comune, una proposta che ha già suscitato un vespaio di polemiche. Lui, dice, di averlo già fatto. Ma ora il sindaco si è reso conto che, per una questione di privacy non si potranno sottoporre ai controlli i dipendenti. Per questo insiste nell’imporre i test solo ad assessori, consiglieri e dirigenti. «Nei giorni scorsi», rivela Masci, «mi sono recato in ospedale con il comandante dei vigili Danilo Palestini per parlare con i dirigenti Di Egidio e Savini, del dipartimento di Farmatossicologia, per chiedere consigli su come arrivare a un protocollo d’intesa con la Asl per effettuare controlli su base volontaria sulle dipendenze da alcol e da sostanze stupefacenti».
«Finora», fa presente il sindaco, «il problema non si era mai posto, perché non era mai stato individuato un episodio di dipendenza che in qualche modo potesse condizionare l’attività della pubblica amministrazione». Ma dai controlli ora verranno probabilmente esclusi i dipendenti comunali, indicati in un primo momento dal sindaco tra le persone da sottoporre volontariamente ai test. «Quando ho sollevato il tema del controllo su base volontaria», precisa, «mi è stato eccepito che c’era una questione insuperabile di privacy sui dipendenti, per i quali la legge non prevede controlli, se non per alcune categorie». «A questo punto», avverte, «sono convinto che occorra quanto meno per gli amministratori, che hanno il potere di rappresentare i cittadini e i dirigenti che con la loro firma impegnano il Comune, un sistema che assicuri la piena libertà di giudizio e la mancanza di condizionamenti derivanti da dipendenze patologiche. Sui dirigenti il tema è tutto dentro una modifica legislativa, la politica però deve essere la prima a dare l’esempio».
«Per questo», afferma Masci, «da oggi in poi, dopo aver fatto personalmente il test, chiederò agli assessori, ai consiglieri, a coloro che sulla base di un mio giudizio e di una mia firma potranno assumere un ruolo pubblico, a quelli che si candideranno con me, ove dovessi essere nuovamente candidato a sindaco, una certificazione su base volontaria che attesti la loro libertà da dipendenze da alcol e da sostanze stupefacenti». «Inoltre», conclude, «ho chiesto ai settori Personale e Sociale di istituire in Comune uno sportello di ascolto e di aiuto per i dipendenti che eventualmente dovessero convivere con queste schiavitù, per dare loro la forza per liberarsene».