Cassa integrazione: cosa cambia

Partono i nuovi servizi Inps con procedure semplificate e pagamenti più veloci
Cassa integrazione: si cambia da questo mese con i nuovi servizi Inps che faciliteranno la trasmissione delle domande, la gestione delle stesse e, di conseguenza, i pagamenti saranno più veloci.
L’Istituto di previdenza sociale ha fornito tutte le indicazioni sulla cassa integrazione e i nuovi servizi dedicati, come l’addio al modello Sr41 e l’introduzione del flusso Uniemens Cig previsto dal decreto legge Sostegni 41/2021 in vigore dal 23 marzo che ha introdotto la cassa integrazione Covid per tutto l’anno.
In particolare, rispetto ai nuovi servizi per la cassa integrazione, ricorda l’Istituto, sono state progettate alcune soluzioni, alcune già precedentemente annunciate: l’automazione e la riduzione delle fasi del procedimento per l’esame delle autorizzazioni da parte degli uffici Inps; la sostituzione del modello Sr41 con una diretta integrazione dei dati per la cassa integrazione nel flusso Uniemens che consentirà l’immediata lavorazione dei dati per i pagamenti; il rafforzamento del supporto informativo agli intermediari e ai lavoratori sull’opzione di anticipo del 40% che Inps può pagare direttamente al lavoratore; una live chat per i lavoratori che vogliano porre quesiti sulla propria domanda di Cig; l’evoluzione dell’applicativo Cip (Consultazione info previdenziali) sul portale dell’Inps, che permetterà al lavoratore di consultare in totale trasparenza lo stato di progressione della propria domanda di Cig.
Inps informa anche dei termini previsti per l’accesso al flusso Uniemens Cig dei datori di lavoro, che devono inserire i dati per il pagamento della cassa integrazione considerando l’attivazione in arrivo ad aprile. Questo significa che nei primi giorni di maggio bisognerà inserire i dati riferiti ad aprile; nei primi giorni di giugno quelli di maggio. Lo stesso vale per i mesi successivi.
I nuovi servizi dovrebbero ridurre i tempi per le domande regolari di cassa integrazione Covid con un’elaborazione e liquidazione che dovrebbe avvenire in 40 giorni. Per quanto riguarda le domande di autorizzazione di cassa integrazione da parte delle aziende, 3.853.698 sono autorizzate, 342.433 respinte. Invece per i pagamenti diretti della cassa integrazione secondo i dati Inps, basati sulla presentazione successiva degli Sr41, su 19.870.501 richieste di prestazioni sono stati effettuati 19.755.850 pagamenti diretti, pari al 99,4%. La restante quota è composta da 114.651 domande di Cig in lavorazione; 88.399 sono richieste giunte nello stesso mese di marzo.
Sono in totale quasi 3,7 milioni i lavoratori che hanno ricevuto pagamenti diretti di cassa integrazione e 5.828 quelli che devono ricevere un primo pagamento, di cui 326 sono i lavoratori per cui non risulta l’erogazione di una prima mensilità, riferibili a Sr41 pervenuti entro settembre 2020 e che si classificano come ad alta criticità. I lavoratori che sempre durante la pandemia hanno ricevuto anticipi di pagamento di cassa integrazione direttamente dalle aziende, recuperati dalle stesse attraverso compensazione sui versamenti contributivi alla prima scadenza utile, sono secondo i dati Inps, circa 3,5 milioni.

