Cassa integrazione Ico, ok per 24 lavoratori

Alanno. Raggiunto l’accordo al ministero: via libera per un anno. I restanti 10 sono già nelle altre sedi
ALANNO. Via libera a un altro anno di cassa integrazione alla Ico di Alanno, dove la produzione di carta monouso è stata interrotta nel 2022 per i costi di produzione eccessivi. L’accordo è stato raggiunto nei giorni scorsi nel corso di un incontro, a distanza, convocato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha invitato a partecipare l’azienda, Confindustria Chieti-Pescara, Regione Abruzzo e sindacati. La vertenza è seguita da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, rappresentate rispettivamente da Guido Cupido, Antonio De Simone e Emidio Falleroni. «L’accordo riguarda 24 dei 34 addetti dello stabilimento di Alanno», spiega Cupido, «visto che gli altri 10, che comparivano tra gli esuberi, vengono già utilizzati negli altri due stabilimenti della zona, situati a Pianella e San Giovanni Teatino». L’intesa sulla cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dell’attività è stata raggiunta per il periodo che va da gennaio e dicembre. «Era il nostro obiettivo», commenta sempre il sindacalista ricordando che «i lavoratori avevano già la lettera di licenziamento in mano, per cui non potevamo fare molto altro di diverso» e la procedura per il licenziamento si chiuderà formalmente tra due giorni nel corso di un incontro in Regione, senza definire nulla di più rispetto a quanto stabilito in sede ministeriale.
Intanto è stata già incassata la disponibilità della Regione a far sì che il personale della Ico «fruisca di percorsi di formazione e riqualificazione, con i fondi stanziati proprio a livello regionale», come previsto dalla legge in caso di cessazione dall’attività. Un accordo in questo senso è stato già raggiunto nei primi giorni del mese.
Se la cassa integrazione era uno step auspicabile, resta il fatto che c’è poco da esultare. «È il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto», commenta Cupido. Per il futuro, «partendo dal presupposto che sapevamo dei 10 lavoratori già salvi», si spera nell’accordo raggiunto con l’azienda in base al quale «nei prossimi due anni, in caso di assunzioni, si pescherà tra i 24 e lo stesso accadrà se saranno internalizzate delle attività. È la rete che abbiamo provato a costruire per questi lavoratori». C’è comunque la possibilità di “uscire”, con gli incentivi economici, nel caso in cui l’obiettivo della pensione sia vicino, ma è una possibilità che riguarda solo alcuni. (f.bu.)

