Cassa integrazione in scadenza A rischio 70 lavoratori di Brioni

Mancano poco più di quattro mesi: dei 321 esuberi previsti, in 250 hanno accettato l’uscita volontaria E i sindacati nazionali hanno già chiesto un incontro urgente ai vertici del gruppo e al ministro Giorgetti
PENNE. Mancano poco più di quattro mesi al 31 dicembre 2022, scadenza della cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti Brioni. La riduzione della forza lavoro prevista dalla proprietà il 13 aprile 2021 non si è ancora completata. Dei 321 esuberi previsti, solo 250 lavoratori hanno accettato il percorso di uscita volontaria incentivata. Ballano ancora una settantina di lavoratori e, con il passare delle settimane, non si esclude che l’azienda possa decidere di avvalersi di una procedura di uscita forzata. Ipotesi che sicuramente i sindacati dei lavoratori intendono scongiurare. A luglio, intanto, le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uiltec hanno indirizzato ai vertici aziendali una richiesta di incontro urgente per fare il punto sulla vertenza in corso.
La richiesta di incontro è stata inoltrata al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, a Chiara Cherubini e ai vertici Brioni Mehdi Benabadji (amministratore delegato) e al capo delle risorse umane Alessandro Paparelli. Al tavolo istituzionale sarà fondamentale verificare la gestione delle uscite previste dal piano industriale presentato al Mise il 13 aprile 2021 e capire che impatto avranno, nell’immediato futuro di Brioni, i rincari energetici che stanno mettendo in difficoltà quasi tutti i settori dell’imprenditoria.
A maggio scorso, invece, i sindacati hanno raggiunto un accordo con i vertici aziendali per un premio di produzione per i dipendenti del comparto produttivo Brioni. Erano diversi anni che non venivano concessi ai dipendenti del comparto produttivo. Il compenso aggiuntivo sarà erogato da marzo 2023 e sarà influenzato dal rispetto di alcuni parametri: assiduità collettiva (aumenta il premio con il diminuire delle assenze per malattia); l'indice costo-fabbrica, vale a dire il numero dei capi prodotti ad ora; e poi un parametro relativo all’esperienza aziendale. Qualora a fine dicembre dovessero concretizzarsi tutte le uscite paventate ad aprile 2021 dall’azienda, l’ammontare delle maestranze Brioni nell’area vestina scenderebbe a circa 627 unità. Oggi sono 958 i dipendenti del comparto produttivo Brioni Roman Style nell’area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica).
Ma la trasformazione delle produzioni dei 3 stabilimenti vestini è già iniziata: la linea camiceria negli stabilimenti vestini è ferma da mesi e la maglieria lavora solo sul “su misura”, poiché ritenute non economicamente sostenibili nell’area abruzzese.
Delle 71 maestranze esperte nel confezionamento delle camice, sotto contratto almeno fino al 31 dicembre, molte sono in cassa integrazione e poche lavorano su altre linee.

