Cassini in Emilia: «Il mio film su terremoto e amicizia»

16 Settembre 2014

TERAMO. «Abbiamo raccolto tante testimonianze, ascoltato tante persone che hanno vissuto questo dramma, ho parlato con i familiari delle vittime. Ancora mi vengono le lacrime agli occhi». Parla con...

TERAMO. «Abbiamo raccolto tante testimonianze, ascoltato tante persone che hanno vissuto questo dramma, ho parlato con i familiari delle vittime. Ancora mi vengono le lacrime agli occhi». Parla con la partecipazione di chi conosce la tragedia del terremoto, già vissuta dalla propria terra, l'attore e regista teramano Marco Cassini, chiamato a dirigere in terra emiliana il lungometraggio di fiction “Terremotati” (il titolo è provvisorio), rilettura cinematografica del sisma che colpì l'Emilia nel 2012.

Due scosse catastrofiche, il 20 e il 29 maggio, 27 morti, soprattutto dipendenti rientrati nelle aziende dopo la prima botta, danni enormi alle abitazioni, ai monumenti, al comparto industriale. Cassini, giovane talento apprezzato come attore di teatro e di fiction cinematografiche e televisive – lo rivedremo in autunno su Sky nei panni di Pietro Bembo nella terza stagione della serie internazionale “I Borgia” –, regista di pièces teatrali e di cortometraggi, è qui alla prima regia di un lungometraggio, coinvolto dal collega Stefano Muroni, ferrarese, autore del progetto cinematografico e interprete. Muroni e Cassini firmano la sceneggiatura insieme a Walter Cordopatri, altro interprete del film, che conta anche sul contributo di Samuele Govoni, giornalista de La Nuova Ferrara.

Il progetto "Terremotati", presentato il 25 agosto a Sant'Agostino (Ferrara) sul palco dei Nomadi, è partito dopo due anni e tanti no istituzionali solo grazie all'intervento di una cittadina, Maria Rita Storti, insegnante di liceo, che ha messo a disposizione 20mila euro sbloccando così anche altri contributi. Produttrice esecutiva Ilaria Battistella. In una pausa degli ultimi sopralluoghi a Mirabello, paese dell’Alto Ferrarese colpito dal sisma, scelto come luogo della storia, Cassini racconta al Centro com’è nato il film: «Conosco Stefano Muroni dai tempi del Centro sperimentale di cinematografia a Roma. Dopo aver visto un mio corto, “Il diavolo nella bottiglia”, presentato l’anno scorso alla Mostra di Venezia, mi ha chiesto, sapendo che sono abruzzese, se me la sentivo di dirigere un lungometraggio sul terremoto dell’Emilia, una tragedia che ha toccato la sua terra così come la mia tre anni prima. Stefano e Samuele hanno avuto il cuore di pensare questo film, io l’ardore e l’impegno per scriverlo nel miglior modo . Abbiamo lavorato insieme tanto sulla sceneggiatura e pian piano si è aperto un mondo».

Quale storia racconta il film?

«È il racconto dell’amicizia tra un ragazzo emiliano, Leonardo (Muroni), e un ragazzo calabrese, Giulio (Cordopatri), trasferitosi in Emilia per trovare lavoro. A Giulio viene proposto un contratto di 5-6 mesi. Una situazione comune oggi per i giovani, non solo in Emilia. Una generazione costretta a emigrare, vite già terremotate da disoccupazione e precariato. Poi nelle vite di Giulio e Leonardo arriva il terremoto vero. Il terremoto dell’Emilia è stato il terremoto delle fabbriche, sono morti soprattutto operai. Tuttavia il nostro film vuol essere una storia di amicizia e speranza in una terra ospitale, un racconto lucido, senza patetismi».

Quando iniziate a girare? E quando sarà pronto il film?

«Inizieremo le riprese sabato prossimo. Dureranno 12 giorni. Per dicembre gennaio spero di avere già un buon pre-montato. Il film sarà pronto per marzo. Poi speriamo di inviarlo a qualche festival e trovare così anche un distributore».

Il film ha avuto una genesi lunga. È stato complicato trovare i finanziamenti?

«Ci sono state tante promesse e altrettanti passi indietro. Poi il generoso intervento della professoressa Storti ha messo in moto tutto. Sono arrivati aiuti inaspettati, il film sta creando tanta partecipazione. Cercheremo di fare del nostro meglio con quello che abbiamo. Si può creare qualcosa di buono anche con pochi soldi».

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