Castello Cantelmo, sentiero affidato agli studenti popolesi

24 Marzo 2015

Iniziativa del Cai. Ma Popoli ha inaugurato anche il bosco della Memoria: 80 piante nell’Oasi delle Sorgenti

POPOLI. Tre gli eventi che hanno caratterizzato le giornate del Fai a Popoli: l’inaugurazione del bosco della Memoria e un convegno nell’aula magna del Liceo scientifico dal titolo «30 Anni... verso il futuro», dedicato al trentennale della fondazione della sezione popolese del Club alpino italiano (Cai) che ha visto la partecipazione del presidente generale Umberto Martini e il battesimo del Sentiero che da piazza della Libertà collega il castello Cantelmo.

Il Bosco della memoria si estende per circa due ettari nell’area protetta delle Oasi delle Sorgenti del Pescara. Un terreno quasi abbandonato, riportato alla vita con la piantumazione di circa 80 essenze arboree autoctone e dedicate a tutte le vittime di ingiustizie sociali, di guerre, come quelle della mafia, delle foibe e dei campi di concentramento.

«Sarà un’area interattiva», spiega l’assessore all’Ambiente Giovanni Diamante. «Almeno ogni anno e in ogni occasione di celebrazione ambientale saranno messe a dimora nuove piante per consolidare la coscienza della memoria di una storia che non fa onore agli uomini». Per il Cai ha relazionato il presidente Claudio Di Scanno mettendo in evidenza l’idea di prospettiva della sezione, impegnata a costruire le condizioni di un lavoro con i giovani e nel contempo innescare relazioni fertili con il territorio, le sue energie associative, i suoi enti e ambiti scolastici. E poi il Cai verso il futuro: c’è il progetto “Cai e giovani” che sta realizzando sane esperienze in Abruzzo e che Popoli incarna pienamente coinvolgendo soprattutto gli studenti nella cultura del territorio. Saranno loro infatti i curatori del sentiero per il Castello Cantelmo, incarico che li vedrà protagonisti nel mantenimento e nella valorizzazione della risorsa ambientale. Martini non ha potuto fare altro che elogiare l’esemplare lavoro avviato dal Cai popolese.

Di Scanno e Diamante hanno avanzato l’ipotesi dell’ istituzione di un centro di educazione alla Montagna da istituire nell’ex struttura del pentathlon con la possibilità di utilizzare gli spazi di Impianezza con coinvolgimento di Cai, Forestale e Parco Majella.

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