Castiglione in lutto per l’ex sindaco Chiola

14 Ottobre 2022

CASTIGLIONE A CASAURIA. I compaesani lo chiamavano affettuosamente “Cicciucce” o “il maestro”. Castiglione dice addio a Francesco Chiola, 87 anni, ex sindaco del paese per due legislature, tra il...

CASTIGLIONE A CASAURIA. I compaesani lo chiamavano affettuosamente “Cicciucce” o “il maestro”. Castiglione dice addio a Francesco Chiola, 87 anni, ex sindaco del paese per due legislature, tra il 1995 e il 2004, democristiano di corrente gaspariana, Cavaliere della Repubblica, morto ieri pomeriggio all’ospedale di Popoli dove era ricoverato da mercoledì, per l'aggravarsi di una malattia. La camera ardente è stata allestita nella sua casa di via Roma. Lascia la moglie Franca Lattanzio, docente di Lettere in pensione; i figli Gianluca, ex sindaco del paese tra il 2014 e il 2019 e funzionario del Comune di Pescara e Carmine, comandante della stazione dei carabinieri di San Valentino, le nuore e il nipote Francesco, 14 anni. La data dei funerali non è ancora stata resa nota. Nato a Castiglione il 20 marzo 1935, dopo il diploma magistrale ha insegnato, giovanissimo, nelle scuole serali e quando poteva andava a fare lezione di casa in casa, nel dopoguerra. Successivamente impiegato dei Telefoni di Stato (ex Sip), poi Telecom, fino agli anni ’90 quando è andato in pensione. Nel 1995 è stato eletto sindaco con il partito Popolare. «È stato protagonista del cambiamento di questo paese di cui era innamorato», ricorda il figlio Gianluca, «quando sono diventato sindaco mi diceva sempre: non dimenticare mai di fare del bene. Era disponibile con tutti a tutte le ore. È stato anche presidente della Pro loco e amava coltivare il moscatello che degustava con i taralli insieme a Franco Marini, alpino come lui». E poi gli aneddoti legati al suo ruolo istituzionale: «Una volta aspettò Vittorio Sgarbi tutta la notte per fargli visitare l’abbazia di San Clemente».
Il cordoglio del sindaco di Castiglione Biagio Petrilli e del vice sindaco di Cugnoli, Lanfranco Chiola. L’onorevole Luciano D’Alfonso: «È stato sorgente di bonomìa e saggezza per la Val Pescara. Dava del tu a ogni questione da affrontare, gli devo riconoscenza». Licio Di Biase: «Con lui se ne va quel mondo di democristiani attenti al territorio, alla gente e ai valori».