Castricone: dico no ai nominati Ci penalizzano

10 Febbraio 2017

PESCARA. In un mappa delle correnti del Partito Democratico pubblicata nei mesi scorsi dal quotidiano Il Foglio, l’unico parlamentare abruzzese assegnato alla minoranza bersaniana era Antonio...

PESCARA. In un mappa delle correnti del Partito Democratico pubblicata nei mesi scorsi dal quotidiano Il Foglio, l’unico parlamentare abruzzese assegnato alla minoranza bersaniana era Antonio Castricone, deputato di Pescara. Castricone però smentisce, pur ammettendo di non essere incasellabile in questa o quella corrente. «Infatti oggi (ieri per chi legge, ndr.) c’era la riunione dei parlamentari Pd della minoranza e non sono stato invitato. E non mi sento offeso per questo».

Dunque con chi sta in questo braccio di ferro interno?

«Di certo sono di sinistra. E quindi guarderò per la scelta congressuale a quali politiche di sinistra ci saranno nel programma. Perché ritengo che per la sinistra ci sia un grande spazio politico, anche se si trova in posizione minoritaria in Europa».

Cominciate a discutere anche in Abruzzo di elezioni politiche e di candidature?

«Ufficialmente no, ma nei capannelli e nei convivi se ne parla. Penso che sia naturale».

E che cosa vi dite in questi colloqui?

«C'è un certo allarme, perché se rimane questa legge elettorale con i capilista bloccati alla Camera (sperando che non venga estesa al Senato), è chiaro che l’Abruzzo rischia di non avere una rappresentanza parlamentare a Roma, o comunque di averla molto esigua, al di là dell'esito del voto».

I capilista verranno paracadutati in massa da Roma?

«La storia abruzzese in parte insegna anche questo. E’ chiaro che l’Abruzzo dovrà fare una battaglia politica su questo, perché è un rischio più che concreto».

Tra l’altro voi del Pd siete quasi tutti al primo mandato e dunque tutti ricandidabili.

«Su sei abruzzesi solo Ginoble e D’Incecco sono al secondo mandato».

Questo potrebbe essere anche un tema congressuale?

«Sulla legge elettorale dovrebbe esserci una discussione precedente al congresso. Penso poi che la discussione congressuale dovrà chiarire la linea politica e qual è la nostra idea di Italia ».

Una discussione peraltro già in corso, quella sulla legge elettorale, tra chi vuole il premio di maggioranza e chi il premio alla coalizione.

«Dobbiamo fare un ragionamento utile al paese. Ricordo che fino a ieri abbiamo predicato che il giorno delle elezioni si dovrebbe sapere chi ha vinto».

Si faranno le primarie per le candidature?

«Essendoci il voto di preferenza non credo. Ci sarà forse sui capilista bloccati, ma non so quale sarà la decisione finale. Temo che queste posizioni finiranno per essere spartite». ©RIPRODUZIONE RISERVATA