Castricone: ho lasciato un Comune ricco
«Nessuna volontà di fare polemica ma credo che sia doverosa qualche precisazione alle parole del sindaco Concezio Galli che in una sua dichiarazione ha parlato di debiti lasciati in eredità dalle...
«Nessuna volontà di fare polemica ma credo che sia doverosa qualche precisazione alle parole del sindaco Concezio Galli che in una sua dichiarazione ha parlato di debiti lasciati in eredità dalle precedenti amministrazioni». A parlare è Emidio Castricone, già sindaco di Popoli nei dieci anni precedenti alla giunta municipale di Galli. «È mio dovere precisare che quando ho concluso il mandato la situazione debitoria dell'ente era esattamente quella trovata. Anzi, la quota per interessi a carico del bilancio era diminuita. Durante il mio mandato è stato sempre rispettato il patto di stabilità, e sono stati contratti nuovi prestiti per realizzare opere non appena venivano estinti precedenti mutui, senza alcun maggior onere per le casse del Comune. Piuttosto», prosegue Castricone, «posso dire a testa alta di aver lasciato il Comune con un patrimonio molto florido e arricchito di opere importanti, tra le altre, l'ostello ex mattatoio, oggi sede del municipio, l'ex Grottino, il bar chalet di Capo Pescara, la struttura ricettiva di Impianezza, il capannone a Santo Patre, già di proprietà dell'Enel, con sette ettari di terreno annessi e le nuove case popolari in zona Peep Uno. Tutto questo per un valore complessivo di circa tre milioni di euro, finanziati per quasi il 90% con risorse non a carico del Comune di Popoli. Ripeto» chiude l'ex sindaco «nessuna polemica, solo una doverosa puntualizzazione». (w.te.)

