Cataldi: la cannabis? Mi aiuta a combattere la sclerosi multipla

L'AQUILA. “La cannabis? È fighissima...” Detta così, c'è da sgranare gli occhi. Ma se a parlare è Stefano Cataldi, 56enne avvocato avezzanese, che da sette anni combatte contro la sclerosi multipla,...
L'AQUILA. “La cannabis? È fighissima...” Detta così, c'è da sgranare gli occhi. Ma se a parlare è Stefano Cataldi, 56enne avvocato avezzanese, che da sette anni combatte contro la sclerosi multipla, l'affermazione ha un sapore completamente diverso. Sì, perché Cataldi, che di verve e di entusiasmo ne ha da vendere, dell'utilizzo della cannabis ha fatto un antidoto contro la sua malattia. Lo fa sentire vivo, dinamico, gli consente di arrivare fino a sera con rinnovata energia. Di combattere la fiacca e i toni bassi dell'umore. Con la cannabis Stefano, primo in Abruzzo ad accedere all'utilizzo terapeutico ripetibile, attingendo al sistema sanitario nazionale, si cura. La sua storia è spiegata in un video, girato da Fabio Ciccarelli: poco più di sei minuti per raccontare come si può cadere e rialzarsi. La vicinanza della sua compagna Eva Vietri, è vitale.
Partiamo da una sua affermazione: la cannabis è fichissima. Perché?
«Ti fa stare meglio, anche sotto l'aspetto ludico, economizza le funzioni cerebrali, aiuta a concentrarsi e ad elevare il livello della pratica delle proprie passioni. Un esempio. Suono la batteria e quando lo faccio dopo aver fumato una canna suono molto meglio».
Sotto l'aspetto della malattia, in che cosa ti aiuta?
«La sclerosi multipla è una malattia che va a intaccare il sistema immunitario e viene curata con gli immunosoppressori. Male, secondo me, perché non si può sopprimere un sistema immunitario quando non funziona. Io la curo con la cannabis. Mi tira su psicologicamente, mi dà una bella sensazione, di vitalità, di voglia di fare. Una “spinta” ad alzarmi la mattina più dinamico, pronto, con una maggiore energia fisica. Con la cannabis, per un'ora e mezzo, anche due, riesco a recuperare di un buon 30 per cento la mia disabilità. Ho difficoltà a camminare, ad alzare le gambe e ottengo un recupero fisico notevole. È come se riallacciasse il comando tra il sistema centrale e i muscoli. Persino nei rapporti sessuali, le prestazioni sono più elevate. Ti restituisce la voglia di fare l'amore, anche dopo una giornata estenuante e nonostante la malattia».
Quando ha scoperto di essere affetto da sclerosi multipla?
«Nel 2013. Già dal 1993 avevo avuto le prime avvisaglie, parestesie di varia natura, debolezza. Tra il 2012 e il 2013 ho avvertito difficoltà a muovere le dita dei piedi mentre camminavo. La diagnosi è arrivata con la risonanza magnetica e il prelievo del liquido spinale. All'inizio non ci ho creduto e forse ho fatto bene... a volte non ci credo ancora adesso. Ho preso subito atto che le cure attualmente disponibili su di me non facevano effetto; l'immunosoppressore mi ha portato, in nove mesi, dal bastome alle stampelle».
Quando e come è passato a fare uso di cannabis?
«Nel 2016, quando il decreto 109 del 28 settembre ha dato piena attuazione alla legge della Regione Abruzzo del 4 gennaio 2014 inerente l'uso medico dei preparati a base di cannabis. Me ne ha parlato il mio farmacista, che mi ha fatto conoscere la possibilità di attingere al sistema sanitario nazionale a scopo terapeutico».
Lei è stato il primo, in Abruzzo, a utilizzare la cannabis con prescrizione medica.
«È previsto in caso di malattie come la sclerosi multipla, patologie tumorali, lesione del midollo. Ma c'è un problema: attualmente ho accesso ad una sola marca di cannabis, in quanto la prescrizione pre-stampata della Regione prevede cinque marche, di cui quattro non più reperibili sul mercato».
La cannabis le ha cambiato la vita?
«Direi di sì. Ho avuto tanti miglioramenti; se avessero studiato la cannabis e gli effetti benefici su alcune patologie gravi, invece di proibirla, avrebbero forse trovato una cura efficace contro la sclerosi multipla».
Com'è la sua giornata tipo?
«Normalissima. Lavoro, suono, mi diletto in tante cose. Ho ritmi consueti, impegno ogni istante, faccio sesso. Vivo felicemente, anche grazie alla cannabis».
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