Cavuti: per il Sirena sogno un teatro “pop”

7 Agosto 2018

Il neo direttore artistico dell’auditorium di Francavilla svela la prossima stagione invernale 

FRANCAVILLA. Sogna una vetrina di teatro pop nel nuovo auditorium di Palazzo Sirena: uno spazio per intrecciare storie, sogni ed emozioni, raccontare le vite dei grandi autori del cenacolo francavillese e approfondire i tanti interrogativi della modernità, ospitare i più rinomati autori del cinema e i parolieri contemporanei, ma sempre con un taglio rivolto verso i giovani. Davide Cavuti, compositore, musicista e regista, per le prossime tre stagioni teatrali sarà il nuovo direttore artistico dell’auditorium Sirena di Francavilla al Mare.
In queste settimane prima dell’avvio della stagione invernale, Cavuti è già al lavoro per predisporre il cartellone degli appuntamenti che si terranno nel periodo da novembre ad aprile.
Quali sono le potenzialità dell’auditorium Sirena?
«Da musicista dico che l’auditorium ha un’acustica formidabile. Sono felice che il sindaco mi abbia chiesto di entrare a far parte di questa operazione culturale che avrà riflessi importanti sul turismo non solo su Francavilla, ma dell’intera regione. Sono anni ormai che registriamo il successo dei grandi concerti estivi con Gloria Gaynor, Antonello Venditti, ma anche con Michele Placido e Ambra Angiolini che ho portato qui personalmente. Adesso c’è bisogno di fare qualcosa anche in inverno. Cercheremo di offrire ai cittadini un cartellone di tutto rispetto e faremo tornare quell’atmosfera che si respirava a fine Ottocento, quando a Francavilla si incontravano e concentravano tutte le arti».
Ha già qualche idea?
«Immagino il teatro concepito come uno spazio di proposizione e divulgazione aperto ai giovani, partecipato e non tedioso, in cui possono alternarsi spettacoli seri e comici, sentimenti e sogni, grandi storie di personaggi classici della musica e della letteratura e racconti di autori meno noti, con un’attenzione alla memoria cittadina. Non dimentichiamo che nel pantheon della cultura abruzzese non figurano solo D’Annunzio, Flaiano, Tosti o Michetti, ma anche Ettore Maria Margadonna, Alessandro Cicognini ed Ettore Montano. Insomma sarà un teatro che mi piace definire “pop” perché rivolto al pubblico del futuro».
In che modo riuscirà a catturare i giovani?
«Innanzitutto coinvolgeremo le scuole, non solo di Francavilla ma dell’intero Abruzzo. Faremo incontri al mattino a cui parteciperanno i grandi autori, tratteremo tematiche di attualità e inviteremo i cantautori che, con la loro poesia messa in musica, riescono a produrre testi che sono spettacoli. Mi piace ripetere una celebre affermazione del maestro Albertazzi, con il quale ho collaborato per dieci anni: “La poesia salverà il mondo”. Sono convinto che possa essere un punto di partenza in questo momento di incertezza e di crisi sociale, in cui si acuiscono forme di razzismo che, invece, si potrebbero evitare».
Ci può anticipare qualche nome?
«Sto verificando in queste settimane la disponibilità degli artisti. Non c’è niente di definito, ma sicuramente contatterò per primi gli autori legati in qualche modo a Francavilla come Placido e Guanciale».
Quali sono le prime iniziative che vedranno la luce questo inverno?
«Partiremo da una grande stagione musicale che vedrà protagonisti autori sinfonici, classici e del mondo del jazz che piacciono molto ai ragazzi. Ci sarà un po’ di tutto, ma sicuramente non mancherà un percorso legato alla storia dei grandi autori, proseguendo sulla linea tracciata da questa amministrazione comunale che in questi anni si è data molto da fare per rilanciare la cultura e il turismo».
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