Cede il solaio del mercato «Un crollo annunciato»

Via dei Bastioni, le vendite proseguono ma il deposito è stato dichiarato inagibile Gli operatori chiedono l’intervento del Comune anche per rilanciare il commercio
PESCARA. Qualcuno parla di un crollo annunciato, perché «da tempo c’erano delle infiltrazioni» e qualcun altro pensa solo a lavorare, perché «la vita al mercato di via Bastioni prosegue regolarmente», nonostante si sia sgretolata una porzione del solaio, finita su un carrello. È successo l’altra notte, negli spazi adibiti a deposito, e l’allarme è scattato ieri mattina, quando sono stati avvisati i vigili del fuoco. Dopo aver esaminato la situazione la squadra dei pompieri guidata da Pasquale Olivieri, con il funzionario Claudio Casaccia, ha dichiarato inagibile sia il locale dove c’è stato il distacco (di circa tre metri quadri) sia il piano superiore, nella parte che era occupata dalla pescheria e ora è vuota. Il Comune ha provveduto a isolare le aree interessate e a puntellare il solaio, per impedire altri crolli, e ora intende verificarne la solidità e intraprendere azioni di consolidamento. Al momento, annunciano il vice sindaco Enzo Del Vecchio e l’assessore Giacomo Cuzzi, «non si escludono interventi di demolizione e rifacimento».
L’episodio dell’altra notte ha generato una serie di polemiche tra gli operatori, inevitabili. «Il mercato ha bisogno di un intervento di ristrutturazione e anche di rilancio, considerato che negli anni la clientela è via via diminuita», dice Pasquale Renzetti riconoscendo gli interventi realizzati dal Comune, come «le porte sistemate di recente». «Dopo un fatto del genere si potrebbe pensare che si ferma tutto e invece il percorso del mercato prosegue», dice con serenità Giuseppe Ranieri, che teme un’eco negativa di questo episodio sulla sua attività. «Il vero problema è il potere di acquisto delle famiglie, che sono costrette a tagliare sui generi alimentari e se noi siamo ancora qui è per la qualità dei nostri prodotti», aggiunge. «Questo mercato si potrebbe rilanciare, ma il Comune ci deve mettere le mani e non lo fa», commenta Benito Greco. «Si parla da anni di una struttura nuova alla ex fonderia ma i soldi non ci sono, e si pensa solo alle stupidaggini, come il ponte del cielo». «Qui la manutenzione non esiste», fa notare Gabriele Bonavitacola, «ed è difficile perfino far chiudere le finestre dal Comune, per cui se piove qui entra l’acqua e si rovina la frutta. Eppure si dovrebbe pensare alla promozione del mercato e al problema dei parcheggi: noi non sappiamo più dove mettere i mezzi, da quando ci sono i lavori alla golena, e lo svincolo delle Torri Camuzzi chiuso costringe i clienti ad allungare il percorso di mezzora». «Bisogna riportare le persone qui» esclama Guiduccio dal suo box. «Come? Non so come, ma qualcosa bisogna fare».
Gli operatori, una quarantina in tutto, sono stati «rassicurati» da Del Vecchio, che ieri mattina è stato sul posto con la polizia municipale. «L’area dove c’è stato il distacco non influisce con le attività mercatali», dice. «Riteniamo che il crollo sia dovuto a un problema vecchio, non legato alle infiltrazioni, e comunque pensiamo che non ci siano pericoli per l’edificio». Per il futuro resta il punto interrogativo perché il Comune aveva «previsto lavori per qualche decina di migliaia di euro ma ora si parla di un intervento più consistente, strutturale. E per questo servono centinaia di migliaia di euro».
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