«Cementifici Pescara e Scafa ora intervenga D’Alfonso»

15 Aprile 2015

PESCARA. «Le istituzioni, in raccordo tra loro, si attivino per affrontare le tante problematicità occupazionali di possibili riconversioni industriali e ambientali lasciate in sospeso e legate ai...

PESCARA. «Le istituzioni, in raccordo tra loro, si attivino per affrontare le tante problematicità occupazionali di possibili riconversioni industriali e ambientali lasciate in sospeso e legate ai cementifici di Scafa e Pescara».

È quanto scrive la Fillea Cgil provinciale in una nota in cui si chiede un incontro urgente al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, al presidente della Provincia, Antonio Di Marco, e ai sindaci di Pescara e Scafa, Marco Alessandrini e Maurizio Giancola. Ricordando che «i due principali cementifici della provincia hanno subito e continuano concretamente a subire ulteriori processi di riduzione di personale e cessazione di attività», la Fillea sottolinea che «le due cementerie occupavano circa 160 addetti diretti e altri 100 dell'indotto».

«Dopo il cementificio Italcementi di Scafa, attualmente in sospensione di attività», scrive il segretario provinciale della Fillea, Massimo Di Giovanni, «l'ultima notizia è quella della cessazione di attività del cementificio Sacci di Pescara. Per quanto riguarda Scafa stiamo aspettando la convocazione della Regione, già programmata per marzo, ma a oggi non abbiamo notizie».

«In aggiunta, c'è ora la questione del cementificio di Pescara, che avrebbe bisogno di essere oggetto di attenzioni ancora di più», conclude la nota del sindacato, «in quanto è sopraggiunta un'offerta di acquisto del gruppo Sacci da parte di Buzzi Unicem, secondo produttore di cemento in Italia dopo Italcementi».